Il Tirreno

Più cura dell’ambiente e servizi per migliorare la qualità della vita dei cittadini dell’isola

ANTONELLA DANESI
Più cura dell’ambiente e servizi per migliorare la qualità della vita dei cittadini dell’isola

Ecco come i sindaci vedono l’Elba del 2035 e le loro idee in campo Dalla mobilità, fino all’economia circolare dei rifiuti e alla tutela del mare 

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Elba 2035 è il progetto di Acqua dell’Elba attraverso il quale l’azienda sta coinvolgendo alcune dei più importanti portatori di interesse dell’isola per raccogliere le idee e costruire l’Elba del futuro. L’obiettivo è arrivare ad elaborare il primo Manifesto della Sostenibilità. Il Tirreno, in vista del prossimo e decisivo incontro del 10 dicembre, pubblica le interviste ad alcuni degli interlocutori coinvolti nel progetto.

Elba 2035

ANTONELLA DANESI

Un’Elba più sostenibile, che valorizza le risorse ambientali con servizi adeguati e una nuova qualità della vita per residenti e turisti. Una visione futura a cui i sindaci elbani aderiscono, accogliendo con favore l’iniziativa di Acqua dell’Elba “Elba 2035” che chiama tutti a confronto.

«Andiamo verso una fase storica di grande valorizzazione delle risorse ambientali – commenta Marco Corsini, sindaco di Rio – e l’isola è il palcoscenico giusto per questo tipo di politica. L’ambiente, sia marino che terrestre, penso ad esempio alle aree minerarie, sono teatri in cui la sostenibilità può essere resa massima. L’abbiamo visto anche in epoca emergenziale. Il beneficio che hanno gli ambienti dalla non fruizione o dalla fruizione molto ordinata da parte dell’uomo è un esempio di cosa potremmo vedere andando verso una visione di sostenibilità di questi ambienti». Merita un applauso quindi chi si sforza di avere una visione strategica. «Quello che manca in questo paese – continua – è proprio una visione, quindi porsi una domanda di medio periodo come 15 anni, credo sia molto giusto. È importante oggi andare verso una concezione pulita ed ecosostenibile dell’energia, ad esempio verso un sistema di trasporti di cui l’isola avrebbe bisogno, per via mare e soprattutto per via terra. Vedo due grandi temi: l’energia pulita e la grande connettività. Uno per far sentire meno l’isolamento dell’isola e il secondo per fare la qualità della vita isolana straordinaria».

Quelle mete a cui il territorio punta da anni con le buone pratiche sembrano un po' più vicine con “Elba 2035”, secondo il sindaco di Marciana Marina, Gabriella Allori. «Tra quindici anni mi immagino l’Elba più vicina alle mete che tutti ci vogliamo dare – afferma – quindi un’isola più sostenibile, anche dal punto di vista del riciclo dei rifiuti, riuscendo ad arrivare finalmente alla famosa economia circolare che non è così semplice. Però mi immagino che dopo anni di educazione costante, attenta e puntuale, tutti arrivino a capire che, in primis, dobbiamo salvaguardare il nostro ambiente, patrimonio principale della nostra economia, per quanto riguarda il territorio a terra, ma principalmente per il nostro mare. Parlarne significa focalizzare il problema. Più se ne parla e più si crea l’attenzione da parte di tutti verso le buone pratiche».

L’Elba deve crescere e capire che cosa deve fare da grande, tra quindici anni, e secondo il sindaco di Marciana Simone Barbi questo è possibile dandosi un indirizzo ben preciso «mettendo in atto le azioni necessarie – precisa – sul tipo di turismo che vogliamo. L’isola ha un territorio limitato ma che offre tutto, dal mare alla montagna. Dobbiamo tenere conto delle particolarità che ha e remare tutti insieme nella stessa direzione. Di turismo sostenibile se ne parla da decenni ma la pandemia ci ha fatto riflettere, il lockdown ci ha mostrato che limitando l’ attività umana ci sono benefici dal punto di vista naturale e ambientale». La direzione è ormai obbligata e in questo contesto secondo Barbi, si inserisce bene l’iniziativa Elba 2035 «sostenuta da un soggetto privato – fa notare – che sta provando a mettere al tavolo tutti gli attori che ruotano intorno a questo tema per programmare il futuro dell’Elba, un’Elba che dia qualcosa in più ai turisti ma anche agli elbani sulla strada della sostenibilità ambientale e del turismo sostenibile».

Uno sviluppo verso la sostenibilità che passa dalle giovani generazioni è la visione anche del sindaco di Capoliveri Walter Montagna. “Il Comune di Capoliveri – fa sapere – è stato tra i primi ad aderire alla Carta Europea. Il messaggio deve essere quello di educare la nostra prossima generazione al rispetto dell’ambiente. L’educazione parte dalla scuola e la scuola deve essere forte. La nostra amministrazione – continua - farà di tutto perché i nostri studenti possano avere il meglio dall’istruzione. Un messaggio che ho lanciato già in diverse occasioni di tavoli tecnici con gli altri comuni. Sono importanti le strutture che noi mettiamo a disposizione dei nostri ragazzi perché sono loro il nostro futuro. Ben venga Elba 2035 per confrontarci tutti insieme sulla nostra idea di Elba».

Lavorare alla salvaguarda dell’ambiente è l’idea anche del sindaco di Portoferraio, Angelo Zini. «Con la consapevolezza – precisa – che dobbiamo compiere ancora tanti passi in avanti». Puntando su mobilità, continuità territoriale, depurazione delle acque. «Sviluppare – precisa – i livelli di servizi che sono anche quelli della salvaguardia sociale, non solo ambientale, con l’idea di pensare all’Elba nel 2035 come punto di riferimento della sostenibilità ambientale con servizi e buone pratiche». Un esempio è la salvaguardia del mare in una battaglia comune contro l’uso delle plastiche. «Questa – ribadisce – insieme alla mobilitò sostenibile sono i due filoni su cui dobbiamo concentrarci per questo considero Elba 2035 una bellissima iniziativa che viene da un’azienda privata e che riesce a far ragionare insieme una serie di soggetti portatori di interessi, un fatto innovativo anche nella metodologia».

Provare ad immaginare l’isola d’Elba nel 2035 non è semplice. «I grandi cambiamenti di questi tempi – commenta Davide Montauti, sindaco di Campo nell’Elba – ci impongono di disegnare un mondo che viaggia ad una velocità alla quale non eravamo abituati. La politica deve riuscire ad individuare obiettivi e strategie modificando radicalmente i tempi delle decisioni». Per questo Elba 2035 può essere un aiuto importante, «per mettere a fuoco – specifica – le criticità dell’isola e le soluzioni più adeguate. I temi della sostenibilità e della tutela dell’ambiente sono i presupposti senza i quali non è possibile pensare al futuro. È chiaro che individuare le strategie per essere concorrenziali presuppone coniugare la grande risorsa naturale che abbiamo a disposizione con una rete di servizi e progetti sempre più innovativi. Pensare ad un modello di sviluppo sostenibile significa coniugare i temi della sostenibilità con quelli della tecnologia, della formazione e della cultura». Molto più cauto il sindaco di Porto Azzurro, Maurizio Papi, che precisa come «ogni proiezione debba tenere conto anche del passato». Quindi immaginare l’Elba tra 15 anni «dipende da chi la amministrerà – commenta – da quali saranno le direttive che governeranno questo territorio. Si parla molto di turismo sostenibile e su questo, in parte, potrei essere d’accordo però credo che l’obiettivo principale dei prossimi anni debba essere quello di poter garantire un futuro sereno e tranquillo ai giovani. Le politiche ambientali non devono essere una cosa imposta, piovuta dall’alto. Si parla ora ad esempio di aree marine protette. Ben vengano – precisa – ma interpelliamo la gente. Se c’è una proposta deve spiegata e chiarita. Poi venga lasciata a facoltà decisionale di chi giustamente deve averla cioè alla popolazione. In questo modo avremo rispetto dell’ambiente e rispetto delle aspirazioni dei cittadini». —

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