Gioco
Confcommercio e Confesercenti rilanciano il “compra elbano”
L’appello delle associazioni di categoria per limitare i danni legati al Covid per le imprese locali
“Comprate elbano”. È lo slogan che sta girando sull’isola. L’appello ad acquistare merce isolana è stato rilanciato da alcuni produttori per favorire l'economia locale, senza dubbio colpita dalla pandemia. «Si perdevano nel 2009 120 milioni annui di introiti per acquistare beni in continente», fa presente Franco De Simone presidente della Confesercenti dell'isola. «Noi daremo omaggi a 250 nostri associati fatti di prodotti locali», ha fatto notare Franca Rosso, presidente della Confcommercio elbana.
I responsabili di Confcommercio e Confesercenti stanno lavorando a incentivi per promuovere i prodotti made in Elba e spunta anche la proposta di creare uno store elbano in grado di ricevere anche ordini online. Partiamo dall'imprenditrice Rosso: «Come anche negli altri anni passati – dice al Tirreno – la nostra associazione ripropone ancora di più quest'anno il “Compra elbano” e quindi abbiamo iniziato a farlo con i nostri circa 250 associati, perché applichino questa politica economica comprando merci fra di loro con delle confezioni particolari e quindi si sta lavorando su questo discorso qui e calcheremo molto sui regali di Natale e delle varie festività, invitando ad acquistare i prodotti enogastronomici e altri presenti sul territorio isolano, esaltando il made in Elba. Sosterremo molto questo progetto per la nostra associazione, in maniera forte. E io per prima – conclude – con la mia azienda Igiene Service faccio dei pacchi natalizi per il personale dipendente, per la mia clientela e gli amici, composti tutti con prodotti locali». La presidente fa presente inoltre che la sua associazione isolana aderisce, ovviamente, alla campagna nazionale di Confcommercio chiamata “Compro sotto casa, perché mi sento a casa”, finalizzata a sostenere, anche in vista delle festività, gli acquisti nei negozi di vicinato e aiutare così le attività che tengono vive le città e danno lavoro a tante persone.
De Simone afferma che: «Da anni abbiamo sviluppato la strategia dell'acquistare elbano o di consumare elbano. La Confesercenti è dal 2010 che sta promuovendo tale filosofia economica per spingere al consumo di prodotti del nostro territorio, che sono di valore. Vogliamo evitare che vengano persi milioni di euro con acquisti fuori isola. Noi stimavamo, già nel 2009, che andassero via circa 120 milioni di euro l'anno, in spese fatte oltre canale, quasi il 90% per l'abbigliamento e il 30% per quelle alimentari: una quantità di denaro importante che invece potrebbe rimanere sul nostro territorio arricchendolo a tutti i livelli». Al momento la Live srl, azienda elbana, ha rilanciato queste iniziative per l'acquisto elbano, analogamente all'impegno messo in campo dalla Confesercenti isolana, con tale slogan. La Live farà gadget e altre iniziative promozionali per favorire tale linea. E impegni simili sono promossi anche da produttori elbani.
«Esiste poi la questione del commercio on-line, – ha proseguito il presidente – che danneggia molto la nostra economia, ma che può essere vista anche come una opportunità. Bisognerebbe che le aziende dello "Scoglio" facessero altrettanto proponendosi sul web per far acquistare in modo telematico la loro merce. È un canale che pare inarrestabile e certo Amazon e gli altri grossi colossi di tale tipo di commercio non giocano una partita ad armi pari, hanno vantaggi fiscali mentre i piccoli produttori elbani no. Un discorso molto complesso». Il dirigente, titolare anche di InfoElba, conclude auspicando che all'isola sorga un grande store elbano online, con i prodotti locali, dove si possa ordinare e ritirare la merce e che potrebbe comprendere anche il servizio di consegna al domicilio.
«Il solo commercio on-line, però, in prospettiva – riflette infine – rischia di cancellare i negozi di prossimità, che da sempre animano la vita locale e le vie dei nostri paesi. Si tocca la merce con mano, si creano rapporti diretti con la clientela, ci si lascia supportare da consigli professionali. Con lo sviluppo delle vendite on line, viene da ipotizzare che nel futuro si andrà incontro a paesi quasi senza negozi. Tutto ciò appare inconcepibile e squallido. In ogni caso va sostenuta la linea del "Compra elbano", abbiamo prodotti di grande qualità, in vari settori e quindi tale linea politica economica è importate per tutti noi». —
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