Il Tirreno

Verso le festività 

Risparmi e autogestione, così Salivoli illumina il Natale

Francesca Lenzi
Risparmi e autogestione, così Salivoli illumina il Natale

Il farmacista Marco Viti, anima delle iniziative, propone il modello del suo quartiere: «In città tanti elettricisti e saldatori, potremmo condividere la nostra esperienza»

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PIOMBINO

Salivoli risplenderà anche questo Natale. Nonostante il Covid. O forse sarebbe meglio dire, proprio per il Covid. Il quartiere non rinuncia all’atmosfera di festa e dà un segnale di speranza a tutta Piombino, suggerendo alle altre aree urbane di fare altrettanto.

«Per la luminaria abbiamo già installato 111 stelle e ne metteremo altre 7-8 per coprire anche i Lombriconi che l’anno passato erano rimasti fuori – le parole di Marco Viti, farmacista di lungomare Marconi, consigliere comunale di “Ferrari sindaco” e anima del quartiere – Avremmo anche voluto fare di più, ma fra alcune defezioni e un contesto nel quale onestamente siamo tutti reduci dalla situazione complicata del Covid, va bene così. Soprattutto non faremo mancare l’illuminazione a tutta Salivoli. Come Centro commerciale naturale e “Quelli che ai Diaccioni” abbiamo chiesto e ottenuto un contributo dal Comune di mille euro per il noleggio delle piattaforme e l’acquisto delle fascette. Sembra una cavolata, ma fra tutto ne servono un migliaio se non di più e il costo non è da poco. In generale le luci natalizie sono finanziate negli anni dalle cene di quartiere, fin quando si è potuto, con un duplice risultato: far consumare agli anziani un buon pranzo domenicale grazie anche a Paolo Bertini di Unicoop e all’omaggio di alcuni prodotti, e far trascorrere loro una bella giornata, oltre a reperire i soldi necessari alle attività».

«Insomma, chiediamo un contributo minimo al Comune e poi ci autofinanziamo – prosegue Viti – Parlando delle sole spese vive, non ci serve poi molto. Ci tengo, però, a lanciare un’idea e lo faccio come consigliere comunale. Questo metodo dell’autogestione che portiamo avanti da tempo potrebbe allargarsi agli altri quartieri. Piombino è ricca di saldatori ed elettricisti e potrebbero essere illuminate anche le parti non centrali della città, lasciando di competenza all’amministrazione comunale soltanto le vie principali. Per quanto ci riguarda, non ci sentiamo bravi ma, avendo esperienza in proposito, ci rendiamo disponibili a insegnare come fare. Per capirsi, negli anni, abbiamo progettato modi sempre migliori per installare bene e presto la luminaria. Potrebbero imparare anche gli altri quartieri».

Ricordiamo che il Comune quest’anno, nonostante le restrizioni dovute al coronavirus, ha deciso di ripetere la luminaria, scegliendo di illuminare però solo le vie e le piazze principali di Piombino, per un costo complessivo comunque di poco meno di 50mila euro. «L’anno scorso abbiamo anche donato alberi di Natale al quartiere Populonia stazione e uno ai pompieri – afferma Viti – Sono tutte cose che può fare tranquillamente chi decide di impegnarsi nel sociale. Ed è bello veder vivere tutto il quartiere. Noi, ad esempio, quando ci muoviamo con le autoscale, facciamo ridere la gente, e troviamo sempre la signora che ci porta la schiaccia o l’anziano che ci offre il caffè. Non solo, chiediamo ogni anno alle persone di contribuire personalmente, addobbando i balconi di casa. Non cambia la vita di nessuno e i problemi, se ci sono, restano, ma è qualcosa. Una volta una donna mi disse che le stelle che mettiamo l’accompagnano a casa quando torna dal lavoro, ed è bello. Che poi la spesa si ammortizza nel tempo. Il nostro impianto è costato 6mila euro, ma lo utilizziamo nuovamente tutti gli anni, facendo solo una manutenzione annuale e poi è pronto. Credo sia una strada da perseguire, un modo per tenere impegnata la gente e ottenere un bel risultato».

«Il mio sogno è sempre stato di fare di Salivoli una piccola Las Vegas – sorride Viti – Fare in modo che da fuori vengano a visitare Piombino perché è la città più illuminata della Toscana. Purtroppo per questo Natale, oltre alle luci, possiamo far poco. Aiuteremo, però, l’associazione Falcone nell’allestimento del presepe, uno dei più belli della città. Se ne occupano gli anziani, già preoccupati per il virus e senza l’anima dell’iniziativa, Pierino Geri. Devono riorganizzarsi, ma il presepe si farà e noi come Ccn e “Quelli che ai Diaccioni” daremo una mano. Se abbiamo mai avuto il dubbio di fare la luminaria? No. Soprattutto quest’anno era fondamentale. In un momento come quello che stiamo vivendo – conclude Viti: credo sia importante dare alle persone una speranza. Non risolve i problemi, lo sappiamo, ma è una lucina in fondo alla strada». —


 

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