Il Tirreno

Indotto geotermico, queste le richieste avanzate al ministero

G.P.

Proposte e suggerimenti degli imprenditori in vista del nuovo decreto governativo 

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il punto

Da oltre due anni la geotermia è in sofferenza: la cancellazione degli incentivi col decreto Fer1 del governo gialloverde, l’avvicinarsi delle scadenze per il rinnovo delle concessioni e i ritardi nel rilascio di quelle per gli “impianti pilota” sono le principali cause di una crisi che mette in seria difficoltà decine di imprese dell’indotto e ipoteca l’occupazione di oltre 3.000 lavoratori dipendenti. A distanza di due anni il governo Conte si prepara a pubblicare un nuovo decreto (il Fer2) che reintroduce gli incentivi e definisce un quadro regolatore generale per l’attività geotermica.

Invitati dal sottosegretario Chiara Morati (Pd), nelle scorse settimane gli imprenditori del territorio geotermico – rappresentati dal presidente della Riag (area tradizionale pisana) Carlo Giannoni e dal presidente dell’Asea Renzo Verdi (area amiatina) - si sono recati al Mise dove hanno potuto conoscere le linee guida del provvedimento in preparazione. Alcuni punti sono stati giudicati positivamente, altri meno: ed è per questo che le due associazioni imprenditoriali hanno deciso di mettere nero su bianco il loro punto di vista, condensato in un lungo documento inviato al ministro dello Sviluppo. Secondo l’onorevole Susanna Cenni (Pd), che ha fatto da trait-d’union fra il territorio e il governo, la stesura del decreto Fer2 è completata: seguiranno vari passaggi per definire i dettagli e «avere lo strumento efficace entro primavera». Ed è in questa fase, ancora aperta a modifiche, che le proposte degli imprenditori possono influire sulla scrittura del testo, prima che venga chiuso e pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Vediamole dunque, queste proposte. Si comincia con un’affermazione: «La geotermia elettrica ha bisogno di sostegni per il rilancio dell’economia delle aree geotermiche». Lo sviluppo, in linea con gli obiettivi Cop21 per una transizione energetica di abbandono delle fonti fossili, è garantito a giudizio delle imprese dell’indotto se: 1) gli incentivi sono finalizzati al miglioramento tecnologico, alla riduzione degli impatti ambientali, all’integrazione tra usi termici ed elettrici; 2) concessioni e permessi di ricerca potranno godere di procedure amministrative semplificate; 3) il Fer2 riconosce le potenzialità della base produttiva delle aree geotermiche «attraverso meccanismi che favoriscano l’impiego delle aziende locali leader in questo settore», la cosiddetta territorialità; 4) il rinnovo delle concessioni terrà conto degli investimenti già programmati per il miglioramento tecnologico. Gli imprenditori indicano proposte e suggerimenti. Innanzitutto gli incentivi dovrebbero rendere economicamente vantaggiosi gli investimenti volti al miglioramento ambientale ed energetico, basati su ricerca e innovazione. Inoltre andrebbero rapportati a «contingenti di potenza adeguati a permettere gli investimenti già programmati a breve termine» (dall’Enel). Gli imprenditori suggeriscono di ammettere all’incentivo gli impianti a reiniezione totale di potenza immessa in rete non inferiore a 140 Mw e gli impianti a vapore o a flash dotati di meccanismo di abbattimento dei gas in condensabili ad alta efficienza. —



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