Gioco
Variante urbanistica nuovo ricorso al Tar Azione di Asiu contro il Comune
Passaggio obbligato del commissario liquidatore Del Seppia L’iniziativa assunta con il supporto di un parere legale
/ PIOMBINO
Carte bollate in zona Cesarini. In vista del termine del 3 dicembre per presentare ricorso al Tribunale amministrativo regionale della Toscana sulla Variante Rimateria è Asiu Spa in liquidazione ad agire contro il Comune di Piombino.
Forte di un parere legale, la liquidatrice Barbara Del Seppia si è decisa a interpellare i giudici amministrativi. Lo annuncia all’assemblea dei soci ed è un passaggio che non mancherà di scatenare il dibattito politico. Anche se quello di Del Seppia è un ruolo “tecnico”, come commissario liquidatore ha precisi doveri, compiti e finalità. Tra questi c’è salvaguardare il patrimonio dell’azienda nell’interesse dei creditori, e quell’atto urbanistico potrebbe causare un danno compromettendo le prospettive industriali di Rimateria.
Al di là delle argomentazioni sul portato dell’atto urbanistico, approvato dal consiglio comunale di Piombino il 16 settembre, che stabilisce la destinazione a parco urbano dei 58 ettari su cui insistono le discariche ex Asiu, la ex Lucchini e la LI53, su cui poggiano i cumuli di rifiuti siderurgici, e gli spazi dove insiste quel che rimane degli impianti Tap, ad oggi non è emersa nessuna indicazione dei passi che verranno fatti per dare corpo a questo indirizzo. Il fabbisogno indicativo per fronteggiare bonifiche, chiusura delle discariche e realizzazione di un parco urbano nelle aree di Ischia di Crociano in gestione a Rimateria indicato dall’architetto Salvatore Sasso, dirigente del settore Programmazione territoriale ed economica del Comune di Piombino, è nell’ordine di 80 milioni di euro.
Del Seppia ha portato all’attenzione dei soci la presentazione del ricorso al Tar sebbene ciò non richieda una delibera dell’assemblea. La mancata azione legale avrebbe potuto cagionare danni irreparabili alle società, con responsabilità in capo a Del Seppia. Anzi, solo per un mancato accordo tra tutti i soci di minoranza, escluso Suvereto che è sulla linea di Piombino, a Firenze non è arrivato anche il loro ricorso contro la variante approvata dal Comune di Piombino.
C’è invece intesa tra i soci di minoranza, i Comuni di Campiglia Marittima, San Vincenzo, Castagneto Carducci e Sassetta, per presentarsi uniti al Tribunale Civile di Firenze, sezione specializzata in materia di impresa, dove il socio privato Navarra Spa in Rimateria chiede ad Asiu in liquidazione e al Comune di Piombino, che ne è il socio di maggioranza, i danni per quella che ritiene una condotta in contrasto con gli impegni sottoscritti al momento della vendita delle azioni, presentando un conto da 25 milioni di euro. Azione che è scaturita dall’approvazione della variante urbanistica. La prima udienza attesa per dicembre, a casusa del covid, è slittata alla primavera 2021.
Entro il 3 dicembre Rimateria avrebbe dovuto presentare il piano di concordato, che dovrà poi passare all’esame dei creditori e del Tribunale di Livorno per l’omologa. Ma non accadrà. Senza le autorizzazioni allo sfruttamento dei volumi di discarica sarebbe un piano costruito sul niente. Mentre è dalla sua solidità che dipende la credibilità della proposta per rimettere in sesto l’impresa e onorare, almeno in parte, i conti in sospeso. Da qui la richiesta inviata al Tribunale di una nuova proroga per la presentazione del piano, chiedendo altri 90 giorni. Un arco temporale che è ritenuto compatibile con il termine dato dalla direzione Ambiente della Regione Toscana per concludere la procedura Autorizzazione integrata ambientale (Aia) per il rialzo del Cono rovescio e la riprofilatura e rialzo della discarica ex Lucchini, un potenziale di 350mila metri cubi per nuovi conferimenti di rifiuti e circa sette anni di lavoro, che è fissato per il 10 marzo 2021. —
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