Toscana
«A rischio 50 lavoratori senza le autorizzazioni chieste da Rimateria»
Appello di Fit-Cisl e Uiltrasporti alla Regione Toscana nell’attesa delle decisioni sulla richiesta di concordato
PIOMBINO
«Rimateria sta attraversando un periodo di incertezze e difficoltà per cui questo momento di criticità deve essere assolutamente superato, al fine di permettere alla stessa Rimateria di candidarsi quale soggetto idoneo alle opere di bonifica nel comune di Piombino».
Così si esprimono Fit-Cisle Uiltrasporti, che ricordano come questa complicata situazione abbia portato i soci «a chiedere l’ammissione al concordato preventivo in continuità, con risposta circa l’accoglimento o meno dell’istanza, prevista per il 3 dicembre. Contemporaneamente Rimateria ha fatto anche richiesta di una proroga di 90 giorni, per attendere la risposta per due autorizzazioni, chieste alla Regione, necessarie ad aumentare le possibilità che il concordato possa essere accettato dal tribunale».
Secondo le due organizzazioni sindacali, infatti, «senza queste due autorizzazioni c’è il grosso rischio che l’istanza di concordato venga respinta, proprio perché i volumi attualmente in ingresso non consentono di coprirlo economicamente».
Ma, al di là delle questioni legali, la Fit Cisl e la Uiltrasporti sono «preliminarmente preoccupate per il futuro dei 50 lavoratori dell’azienda e delle loro famiglie. È bene ricordare a tutti gli attori in campo che i dipendenti provengono dall’ex Asiu, in relazione all’allora spacchettamento dell’azienda in due rami: uno, con la maggioranza dei dipendenti, confluito in Sei Toscana, l’altro, appunto, in Rimateria, allora completamente pubblica, e nella quale adesso sono entrati due soci privati».
Una sorta di appello alla Regione, quindi, perché per Fit-cisl e Ultrasporti è bene «tenere presente che se il percorso intrapreso da Rimateria utile al risanamento e allo sviluppo aziendale, che purtroppo non è condiviso da tutti i soggetti coinvolti, non dovesse avere il risultato sperato, gli ex soci Asiu che hanno deciso l’allora spacchettamento e gli attuali soci Rimateria con la fattiva collaborazione delle istituzioni a vario titolo coinvolte, dovranno necessariamente assumersi tutte le loro responsabilità nei confronti di questi 50 dipendenti e delle loro famiglie».
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