Gioco
Usb: «Al fianco di chi chiede di nazionalizzare la fabbrica»
PIOMBINO
L’Unione sindacale di base interviene sulle affermazioni di Fim, Fiom e Uilm circa la possibilità di una “nazionalizzazione” delle Acciaierie.
«In una intervista al TGR Toscana del 23 novembre dopo l'incontro in Regione - si legge in una nota di Usb - ora sono orientate a pretendere dal Governo l'ingresso dello Stato, anche con un maggior peso nell'azionariato così da avere una maggioranza statale. Che tradotto significa nazionalizzare».
A questo punto Usb spera che le parole si trasformino in richieste ufficiali. E dopo aver ricordato le derisioni a cui è stata sottoposta negli anni quando avanzava la stessa richiesta, sottolinea che si siano persi tre anni dopo la vendita da Rebrab a Jindal, «dando in mano le acciaierie ad una multinazionale che al momento non ha ancora investito e presentato un piano industriale».
Rispetto alla richiesta di un incontro urgente al Ministero dello Sviluppo economico per il 4 dicembre, richiesta non ancora accolta, Usb auspica che le RSU confermino in quella occasione la stessa proposta di ingresso dello Stato nello stabilimento.
«Una strada in salita, vedi Taranto, ma su questa linea - aggiunge - saremo al fianco per la difesa dei lavoratori e del lavoro e per un nuovo rilancio nazionale per la produzione di acciaio qui in Piombino. Saremo pronti a scendere in piazza anche insieme a tutte le altre sigle sindacali e associazioni per ribadire l'importanza della vertenza».
Il sindacato di base ricorda le promesse del settembre scorso, a partire dall’ingresso di Invitalia nel capitale per investimenti di 32 milioni per la messa in sicurezza e recupero di efficienza dei laminatoi con la nascita di un nuovo impianto per la tempra delle rotaie.
E ancora, il contratto con Rfi per la produzione del 65% delle rotaie nazionali e i restanti a gara, l’ingresso di Fincantieri per investimenti retroportuali navali e cantieristica.
In elenco, tra l’altro, l’accesso ai finanziamenti europei Green da 50 milioni per investimenti su un nuovo forno elettrico e acciaieria di ultima generazione. «Speriamo vivamente - chiude la nota - che le acciaierie non si trasformino in un centro rifiuti. La situazione è grave. Il commissario Nardi e il sottosegretario Morani battano un colpo». —
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