Il Tirreno

Appello di Maremma Randagia «Troppi cani, bisogna sterilizzarli»

Francesca Lenzi
Appello di Maremma Randagia «Troppi cani, bisogna sterilizzarli»

L’associazione si rivolge a Comune e Asl: «Aiutateci a dialogare con pastori e cacciatori»

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piombino

Sono sempre tanti. Troppi. E quelli da far adottare sono soltanto una parte dei cuccioli che nascono ogni anno da accoppiamenti a caso. Molti di loro spariscono appena nati, come un impiccio di cui liberarsi quanto prima.

«Ci chiamano da Piombino e dal Grossetano, da Campiglia e da altri paesi della zona, e noi cerchiamo di aiutare tutti. Stavolta ci siamo concentrate sui cani da pastore e da caccia – le parole sono quelle di Elisa Bini, una delle tre volontarie attive dell’associazione animalista Maremma Randagia – Sono i meno adottabili da adulti, spesso intasano i canili, dove entrano da cuccioli e poi non ne escono più, mantenuti per tutta la vita dall’amministrazione comunale. L’Asl nel Grossetano, ma credo sia un progetto regionale, offre la sterilizzazione per i cani maremmani, ma qui si entra in una serie di controlli, cavilli, registrazioni e quant’altro che molte volte scoraggiano i proprietari. Il nostro progetto riguarda una campagna di sterilizzazione gratuita punto e basta. Non ci interessano altre cose, se non che le canine smettano ogni sei mesi di fare cucciolate. Di queste, alcune vengono ammazzate sul posto, altre, grazie a persone più, diciamo, sensibili, sono portate in canile oppure chiamano noi. Il problema è che siamo di fronte a un numero enorme di cuccioli, che tolgono pure la possibilità ai cani adulti nelle strutture di essere adottati. Perché lo sappiamo che i cuccioli attirano di più. E magari, poi, se presi con leggerezza, diventano anche loro una cessione di proprietà».

«Secondo noi la sterilizzazione è l’unico modo per mettere a freno questo fenomeno – prosegue Bini – Gli ultimi mesi sono stati pienissimi di cani da pastore e da caccia. Vorremmo che il Comune e la Asl ci dessero una mano per creare un rapporto schietto e sincero con i proprietari di quei cani. Lo stesso canile di Piombino è praticamente pieno. Qualche tempo fa ci siamo occupate di ben 18 cuccioli provenienti da tre maremmane. Siamo riuscite a farli adottare tutti. Al Comune non chiediamo un euro, ma solo un aiuto. Hanno i nomi dei pastori e dei cacciatori, che ci aiutassero a dialogare con queste persone, perché alla fine è un vantaggio per tutti».

Qualche giorno fa sulla pagina Facebook di Maremma Randagia è stato pubblicato un post: «Oggi è stata sterilizzata Perla, un’altra maremmana guardiana del gregge, anche lei costretta a partorire ogni 6 mesi».

«Abbiamo delle convenzioni con alcune cliniche veterinarie – afferma Bini – Poi, con il fondo cassa e le offerte, vorremmo realizzare sempre più questo progetto. Spesso ci autotassiamo. D’altra parte ci conviene mettere 100 euro di tasca nostra per una sterilizzazione che sverminare, vaccinare e dare in adozione i cuccioli. Le ultime due maremmane che abbiamo fatto sterilizzare avevano anche altri problemi. Una, per dire, aveva un’otite purulenta. L’abbiamo curata e poi sterilizzata. Ecco, possiamo anche pensare noi a prendere il cane, portarlo in ambulatorio e poi riportarlo indietro al proprietario dopo l’intervento. Più di questo non sappiamo che fare. Purtroppo il fenomeno delle cucciolate è dilagante. Alcuni pastori non riusciamo a convincerli. Poi le canine fanno tanti cuccioli e, se va bene, li danno via a 20 giorni, con problemi comportamentali futuri per l’animale, altrimenti se ne sbarazzano subito».

«Per molti siamo solo animaliste rompiscatole – va avanti Bini – I cuccioli che ci affidano li mettiamo in casa nostra. Con tutto l’impegno possibile, fra cure, adozioni, vaccini e microchip. Siamo soltanto tre, e la difficoltà è sia per gli spazi che a livello economico, però ci piange il cuore dire no, perché sappiamo che se non li prendiamo noi, fanno una finaccia. Ora vorremmo tirare su un rifugio alla Sdriscia, ma i tempi sono lunghi. Purtroppo ci chiamano di continuo. Vorremmo instaurare con pastori e cacciatori un clima tranquillo. Non lo facciamo per un tornaconto personale o perché siamo sante, ma abbiamo capito che è l’unico modo per andare avanti. Il progetto è rivolto anche a famiglie in difficoltà. Chi non ha lavoro, chi è in cassa integrazione. Non vogliamo, però, essere prese in giro dai furbetti che pensano di risparmiare i soldi della sterilizzazione».

Al di là dell’appello rivolto ai proprietari dei cani, al Comune e all’Asl, Maremma Randagia ha bisogno dell’aiuto di tutti. Sulla pagina Facebook dell’associazione è stato creato un evento per la raccolta dei fondi per la campagna di sterilizzazione gratuita. È possibile contribuire anche con un minimo importo tramite bonifico sul conto corrente intestato a Maremma Randagia: iban IT 21 Q 08461 70721 0000 10400208. Per chiarimenti e maggior informazioni telefonare al numero 3206180544. —



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