Il Tirreno

“Lontano da qui” un corto che fa riflettere sull’importanza di capire

Valeria Parrini
“Lontano da qui” un corto che fa riflettere sull’importanza di capire

Elisa Cecilia Langone è la protagonista dell’opera di Tommaso Santi premiata al Festival internazionale del cinema di Firenze 

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PIOMBINO

«Ottimo strumento per avviare una riflessione sulla violenza contro le donne e sui problemi della sua individuazione, “Lontano da qui” è un film per discutere». Con questa motivazione, l’opera scritta e diretta da Tommaso Santi, – regista, sceneggiatore e autore pratese – si è aggiudicato anche il premio Gilda al festival internazionale del cinema di Firenze. Protagonista, Elisa Cecilia Langone, attrice da anni trasferita a Piombino, impegnata in attività culturali diverse.

Il cortometraggio è stato realizzato attraverso la partecipazione al bando del Mibact, che il ministero dedica alla sensibilizzazione sulla violenza contro le donne.

«Ho partecipare al progetto – spiega l’attrice – perché credo sia fondamentale lavorare su questi temi con l’arte. Noi artisti abbiamo un dovere importante, morale, sociale e politico, dobbiamo far emergere quello che in questa società non funziona, ciò che ha bisogno di venir fuori, per poterne discutere. Sono convinta che l’argomento sia di estrema importanza perché, oltre ad essere una piaga mondiale, i centri antiviolenza vengono chiusi, si parla ancora troppo poco o per niente di pari opportunità nelle scuole, di progetti sulle differenze e contro gli stereotipi mentre i numeri dei femminicidi parlano da soli».

Tutto si svolge in un ambiente neutro, né dentro casa né fuori per strada. Siamo in un parcheggio sotterraneo e chi guarda non è un testimone occasionale ma un’addetta alla sorveglianza davanti al suo video. Ma cosa bisogna guardare se quanto accade non è un furto né uno scasso ma un violentissimo alterco tra un uomo e una donna? Si deve restare al proprio posto o andare a vedere cosa succede? E cosa si riesce davvero a capire?

«La forma filmica – aggiunge Elisa Cecilia – è quella del giallo con finale non scontato. L’invito, insomma, è a guardare con attenzione. Uno sguardo attento può svelare la violenza invisibile, ma sotto gli occhi di tutti».

L’attrice è diplomata alla Scuola d’arte drammatica Paolo Grassi di Milano, ha lavorato per molti anni in teatro con registi come Magelli, Binasco, Plini, Castri. Si occupa di teatro-educazione nelle scuole di ogni livello, di formazione per insegnanti e adulti anche a Piombino. A giugno ha partecipato alle riprese del teaser “The day of Revenge” insieme a Tomas Arana e Marco Cocci.

Lo scorso anno per il 25 novembre l’artista ha realizzato una mostra con foto e biografie di madri e figlie. Ne ha un ricordo molto bello, «che oggi sembra così lontano, con questa impossibilità di lavorare. Non ci rimane che fermarsi, riflettere e dedicare il tempo a capire chi siamo e cosa vogliamo veramente», prosegue Elisa Cecilia che come donna, attrice, femminista crede sia fondamentale un ruolo attivo contro la violenza. E alle giovani dice: «Non piegatevi mai al potere degli uomini per avere successo o lavoro, non cadete nel tranello del patriarcato». –



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