Il Tirreno

Festival e promozione 

L’arte impressa sullo schermo grazie a “Voci da Contamina”

Francesca Lenzi
L’arte impressa sullo schermo grazie a “Voci da Contamina”

Il documentario diretto dal regista e filmaker Mattia Mura che ha raccontato il festival di arti performative in città

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PIOMBINO. L’arte impressa sullo schermo. Nel mezzo della pandemia, fra la prima e la seconda ondata del covid-19. “Voci da Contamina” è un documentario diretto dal regista e filmaker Mattia Mura che ha raccontato il festival di arti performative, andato in scena a Piombino dal 30 luglio all’1 agosto, sostenuto dall’assessorato alla Cultura e organizzato dall’associazione Lotus con la direzione artistica di Chiara Migliorini.

Il festival ha rappresentato uno dei primi momenti, a livello nazionale, di incontro tra artisti, pubblico e istituzioni dopo il lockdown ed è stato occasione di confronto, discussione e scambio di opinioni all’interno dei dibattiti che ogni giorno hanno preceduto i momenti di spettacolo. Contamina ha rappresentato l’occasione, dal vivo, per portare alla luce le problematiche che riguardano i lavoratori della cultura e dello spettacolo che si sono ritrovati in una situazione di emergenza senza tutele, per confrontarsi sulla loro definizione nel mondo, sulle mancanze del passato e del presente.

La riflessione della condizione degli artisti in Italia ha radici lontane e l’emergenza Covid ha inaugurato un processo di risveglio e di messa in connessione tra regioni, realtà e artisti provenienti da esperienze diverse.

La nuova chiusura recente tuttavia, insieme allo stop a molte attività collegate alla cultura, all’arte e allo spettacolo, come il teatro, la danza e la musica, hanno fatto sì che quelle reti, nate in primavera per cercare un terreno solido, si frantumassero di nuovo.

L’attuale situazione di emergenza e la mancanza di una tutela che possa comprendere sotto uno stesso cappello una parte più ampia di lavoratori dello spettacolo in cui rientrano attori, tecnici, registi, operatori e molti altri, hanno generato una nuova frammentazione, anche tra gli stessi addetti ai lavori.

«Il mondo dell’arte è variegato e troppo spesso nell’immaginario collettivo circoscritto alle superstar che riempiono le prime pagine dei giornali, c’è invece un intero mondo di operatori culturali e maestranze che l’emergenza covid ha palesato – commenta l’assessore alla Cultura del Comune di Piombino, Giuliano Parodi – La pandemia, come la sabbia negli ingranaggi di una macchina, ha bloccato il mondo che rotolava indisturbato da secoli portando a galla vizi e virtù dell’uomo e da questo tempo sospeso, da questa bassa marea indotta, che ha portato a galla un mondo sommerso, che parte l’idea alla base del festival Contamina». Che aggiunge: «Festival che, come assessore alla cultura, ho sposato perché ci sono momenti storici che vanno colti, momenti dove le coscienze sono più scoperte e gli uomini più ricettivi».

Il documentario racconta i giorni del festival e raccoglie le riflessioni di chi ne ha fatto parte, con contributi di artisti del panorama nazionale come Francesca Della Monica, Claudio Collovà, Teatro nelle foglie, gli Omini e le musiche dei Melody Laughters, giovani artisti del territorio piombinese. Si tratta di un’importante testimonianza per salvare il mondo dello spettacolo indipendente, per permettergli di esistere, evolvendosi, trasformandosi e inserendosi in nuovi spazi e nuove fruizioni. Per non lasciare che muoia.

Il documentario, distribuito in collaborazione con Teathron 2. 0, sarà disponibile sul canale YouTube del festival Contamina a partire dal 25 Novembre. –


 

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