Gioco
«Tra quindici anni spero in un’economia più diversificata»
Marco Landi, esponente della Lega nel consiglio regionale «Anche settori come l’agricoltura e la pesca siano valorizzati»
L’intervista
«Un’isola che ha mantenuto le caratteristiche ambientali che la rendono unica per il mare, la natura, l’ambiente in cui si vive».
Così immagina l’Elba Marco Landi, consigliere regionale della Lega pensando all’iniziativa di Acqua dell’Elba, «un’azienda privata – commenta – che rivolge una riconoscenza al territorio non sempre scontata e che apre momenti di discussione che non avvengono spesso negli ambiti politici».
Da qui al 2035 non saranno possibili grandi cambiamenti «perché – dice – 15 anni a livello amministrativo sono pochi per avere cambiamenti importanti dal punto di vista infrastrutturale e amministrativo con i tempi che esistono nelle amministrazioni. Auspico che aumenti la diversificazione economica, con un grado maggiore integrazione che il turismo stesso ha saputo creare con elementi nuovi di ricettività». Una diversificazione che si estenda anche all’agricoltura e nella pesca, un settore importante, quest’ultimo che ha bisogno sempre più di «un suo ritorno all’elbanità», costruendo un percorso integrato in cui le nuove generazioni trovino posti di lavoro. «La risorsa economica che ha dato la pesca come seconda fonte economica per l’Elba dopo il turismo non va sottovalutata», commenta Landi mettendo poi l’accento sull’integrazione anche culturale. «Non si può pensare di avere musei opere d’arte – considera – e non tutelarli e valorizzarli. Con una sinergia tra tutti questi settori sicuramente riusciamo a tutelare, e questo è un valore aggiunto. Chi viene da noi cerca l’originalità, la specificità e quindi il gusto, il sapore di una terra, di un prodotto e di un ambiente». A questo va collegato un ambito molto importante per i giovani che è la formazione.
«Se vogliamo che sia un’isola sempre più green, che guarda al rispetto e alla tutela di quello che oggi chiamiamo sostenibile è necessaria una formazione mirata. Nelle nostre scuole secondarie superiori ci devono essere percorsi che portino a creare delle professionalità integrate». Un obiettivo che si sposa bene anche con la mobilità. «Se vogliamo che l’Elba abbia autobus e biciclette elettriche – aggiunge – serve una formazione per aprire officine e non buttare i mezzi dopo pochi anni senza fare manutenzione. Partiamo dalla formazione e poi tra cinque anni invitiamo i Comuni a partecipare a bandi europei e nazionali. Compriamo mezzi elettrici e creiamo un sistema, se questa vuole essere la prospettiva concreta». Rimodulando i rapporti istituzionali tra gli enti. «Ad esempio il Parco nazionale deve ampliare il proprio concetto nella misura in cui anche il territorio si può sviluppare – commenta – dobbiamo ragionare sul parco come opportunità e non come vincolo e il piano del parco deve trovare sinergia con i comuni. Nel 2035 sarebbe opportuno per una realtà come la nostra che anche altri enti possano in qualche modo delegare attività ai comuni, come ad esempio il demanio, altrimenti non abbiamo una pianificazione corretta del territorio». E in un contesto come questo non vanno dimenticate le infrastrutture: «Dobbiamo rigenerare i servizi e le opportunità offerte – commenta – auspico di fare il bagno caldo nelle terme di Cavo ad esempio . Il salto di qualità a livello di infrastrutture lo vedo anche sull’aeroporto. La continuità territoriale deve essere garantita con i voli e con un ampliamento del progetto dell’aeroporto, ma auspico anche un evoluzione nei trasporti via nave. Spero ci possa essere un percorso in cui le possibilità di trasporto sui traghetti siano integrate ed ampliate, viaggiando anche in orari notturni». —
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