Il Tirreno

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«Per Jindal è scaduto il tempo Ora è il momento di mobilitarsi»

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PIOMBINO

«Non è più il tempo di aspettare! Parlare di stallo per quanto riguarda Jsw Steel Italy è un puro eufemismo. L’ultimo incontro avuto tra sindacati, azienda e Ministero, risale a più di un mese e mezzo fa ormai». Camping Cig interviene sulla situazione delle Acciaierie sostenendo che finora si sono fatte tante riuniuoni, ma di fatti se ne sono visti pochi. E soprattutto manca ancora il piano industriale dell’agenda, la bussola di tutta l’operazione, legata anche a strumenti urbanistici indispensabili per la città.

«Si continua ad attendere un inesistente piano industriale con uno stabilimento che vede attualmente tutti e tre i treni di laminazione fermi. Se la questione non fosse tragica potremmo rivolgerci a chi l’ha visto, per capire dove sia finito il roboante quanto fantomatico piano Carrai. Carrai (vicepresidente di Jws Steel Italy), di cui si è sentito parlare sì in questi giorni, ma per altre vicende non proprio rassicuranti. Il 23 o 24 novembre dovrebbero ripartire i treni Tpp e Tmp senza che però siano state fatte quelle manutenzioni necessarie e annunciate dopo gli incidenti avvenuti».

Camping Cig sottolinea che paradossalmente «la sola novità avvenuta riguarda i soldi spesi per il nuovo sistema di timbratura, che dopo una breve sperimentazione, prevederà per i lavoratori una doppia timbratura. Una in portineria attraverso i nuovi tornelli e una seconda su postazioni all’ingresso dei reparti».

Secondo l’associazione «non ci vuole certo una sperimentazione per capire le ripercussioni che questo sistema porterà sia sul trasporto interno che su quello esterno per i lavoratori pendolari e non. E come lo stesso si ripercuoterà sul protocollo antiCovid rendendolo inapplicabile nella parte che riguarda gli accessi scaglionati agli spogliatoi, dove il personale in uscita si troverà tutto insieme dopo la timbratura sui reparti».

Camping Cig si chiede « cosa stiano aspettando i sindacati, il Comune, la Regione, ad ammettere che Jsw rappresenta una speranza completamente inaffidabile. Che solo l’intervento dello Stato, riprendendosi il controllo pieno dello stabilimento, all’interno di un “Piano di Rinascita del Territorio” può rappresentare la sola possibilità di risolvere la questione della siderurgia a Piombino».

«Il sindacato non può limitarsi a pietire l’incontro con le istituzioni, occorre unire le parole ai fatti. La prossima settimana dovrebbero ripartire alcuni impianti, allora, pur nel rispetto delle norme anticovid, si dia un segnale forte di reazione e di mobilitazione dei lavoratori contro l’Azienda, contro il Governo che stanno condannando Piombino alla disperazione. Cosa si aspetta? Stanno scappando anche ii dirigenti di Jsw, Simoni e Grill) per lo stabilimento siamo già oltre l’ultimo minuto: non è più il tempo delle attese ma delle mobilitazioni». —



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