Il Tirreno

«La riunificazione? Calata dall’alto e non sentita dalle due comunità»

Bruno Chiassoni

L’ex consigliere Chiassoni replica a De Santi e Galli sulla fusione «Ricostruzioni non corrette, vogliono trasferire responsabilità ad altri» 

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L’intervento

Premetto che ero e sono profondamente convinto dell’assoluta difficoltà di gestione di questa fusione. Una fusione calata dall'alto e non sentita dalle due comunità, spinta al voto referenziale consultivo e senza quorum, partecipato solo da una minoranza di votanti con campagna elettorale serrata condotta dai sostenitori del “Sì”, farcita di promesse di cambiamenti epocali, di trasformazioni radicali del tessuto socio-economico, di integrazione di due comunità che da anni ormai hanno tradizioni diverse, stili di vita diversi consolidati nel tempo, senza tener conto delle abitudini radicate e dettate da un territorio diversificato che ha segnato la vita dei due comuni, “impacchettato” e proposto in poco tempo ed in tempi non ancora maturi per una scelta del genere.

Entrando poi in merito alla motivazione politica fatta da De Santi, seguita da quella di Galli, ritengo che la giustificazione che l’ex sindaco di Rio Elba dà della scelta da lui fatta, non sia corretta o comunque tesa a trasferire ad altri assunzioni di competenze che le appartenevano come capo di una comunità, e quindi informato direttamente dei fatti.

La Corte dei Conti non ha sancito, né tanto meno paventato un dissesto finanziario, ma altresì ha accettato il piano di “riparto triennale” proposto dal commissario prefettizio di Parascandola, finanziato dagli accertamenti tributari dell’ex Comune di Rio Elba. La verità e che c’è stata una fuga da responsabilità che un sindaco deve prendersi e gestire, alimentato da pressioni di tutte quelle persone che lo hanno sostenuto con il principale scopo di cancellare l’operato delle amministrazioni “rosse” che lo avevano preceduto negli ultimi quarant’anni, rancore mai sopito e latente in una fascia politica irriducibile. La lacerazione che si è creata nella comunità di Rio Elba è stata molto forte ed ha segnato ferite ancora aperte. Quindi non “salvatore della patria” ma uno “scaricabarili” su una struttura, quella della fusione, che avrebbe dovuto accollarsi il peso amministrativo di due sistemi con regolamenti e mentalità diverse, “modus operandi” non uniformi e talvolta contrastanti. Stesso discorso vale anche per l’ex sindaco Galli che si è visto mettere su un piatto d’argento la possibilità di risolvere i problemi di cassa di Rio Marina, e che a suo dire sarebbe finito in “mano di altri”, (nessuno gli impediva di candidarsi alla guida del nuovo comune), confidando nei contributi statali e regionali che finalmente sono spesi sul territorio dall’attuale amministrazione Corsini (e che comunque hanno un principio ed una fine), lasciando entrambi un territorio a pezzi e da ricostruire. Tengo inoltre a precisare che De Santi, nel suo intervento riportato dal Tirreno, mette in evidenza che «se ci sono colpe nel dissesto finanziario di Rio nell’Elba vanno ascritte»... ecc, e tira in causa il sottoscritto in qualità di presidente pro-tempore della Proloco di Rio «coinvolto a vario titolo», in questa vicenda, pur sapendo che è un’associazione apolitica, al servizio di tutta la comunità. —

Bruno Chiassoni

Ex consigliere comunale

Presidente Pro Loco di Rio



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