Il Tirreno

«L’Elba ha il potenziale per essere un teatro delle buone politiche»

Antonella danesi
«L’Elba ha il potenziale per essere un teatro delle buone politiche»

Il consigliere regionale del Pd Gianni Anselmi fissa le priorità  «Il turismo? Non sia solo balneare, puntiamo su sport e spazi aperti» 

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Elba 2035 è il progetto di Acqua dell’Elba attraverso il quale l’azienda sta coinvolgendo alcune dei più importanti portatori di interesse dell’isola per raccogliere le idee e costruire l’Elba del futuro. L’obiettivo è arrivare ad elaborare il primo Manifesto della Sostenibilità. Il Tirreno, in vista del prossimo e decisivo incontro del 10 dicembre, pubblica le interviste ad alcuni degli interlocutori coinvolti nel progetto. Per contribuire con progetti e idee scrivere a elba2035@acquadellelba.it.

L’intervista

Antonella danesi

«Un paradigma in cui possiamo sprigionare il meglio del nostro immaginario collettivo». Gianni Anselmi, elbano di origine, confermato consigliere regionale con il Pd dalle elezioni del settembre scorso, non ha dubbi sulle potenzialità che l’isola può esprimere da qui al 2035. «È un teatro per le buone politiche – conferma – e questa esperienza che ha avviato Acqua dell’Elba sulla sostenibilità è un laboratorio molto interessante anche perché è multidisciplinare, dato che si parla di qualità ambientale, paesaggio, trattamento dei rifiuti, beni culturali. Un approccio che la Regione ha cercato di accompagnare già negli anni scorsi e che continueremo a fare in questa legislatura. Io, naturalmente, cercherò di fare la mia parte».

Una delle possibilità è intercettare la nuova stagione della programmazione comunitari sul Por (programmi operativi regionali) 2021-2026 e capire come riuscire a veicolare sull’isola una parte delle risorse collegate al recovery fund. «Tutta la programmazione collegata al piano nazionale ripartenza e resilienza – spiega – su cui proprio in questi giorni ho lavorato anche io come attività di coordinamento del presidente regionale». Il pensiero di Gianni Anselmi per l’isola è come qualificare il turismo senza trascurare ciò che di buono c’è per il sostegno alle attività produttive. «Penso – dice – ad un turismo che non si ferma al balneare, un prodotto turistico classico ma ormai maturo. Bisogna fare un salto competitivo anche nell’offerta del prodotto. E questo è possibile se si spinge forte sul turismo sportivo, quello attivo, nell’utilizzo degli spazi aperti come ci ha insegnato la vicenda del Covid. Abbiamo visto che quest’estate l’Elba è stata molto competitiva dal punto di vista turistico perché disponeva del territorio, di un’offerta recettiva che intercettava il bisogno di turismo “distanziato”. Cercare una definizione, una differenziazione di prodotto evoluta, sul fronte della sostenibilità, dell’offerta e della qualificazione dei beni culturali e ambientali».

Lavorando sulla mobilità, su come si sviluppano alcune esperienze e le politiche per la mobilità dolce sull’isola «perché il territorio si presta molto – continua – è un tema che integra anche la qualità dell’offerta turistica ed è parte della stessa esperienza turistica. È un altro elemento che concorre ad una definizione dell’identità dell’offerta». Altra questione da non trascurare, secondo Anselmi, è la protezione del territorio, la difesa del suolo e della costa. «Su cui già la Regione si è impegnata – informa – con una ricognizione che ha portato ad un documento che sarà di riferimento per fare interventi nel corso degli anni, insieme ai comuni». E ancora la sanità che riguarda la qualità della vita e quindi l’offerta turistica, i trasporti, i servizi: «Chi arriva – termina Anselmi – deve sapere che si trovano servizi adeguati tra cui anche l’aeroporto, per cui stiamo lavorando in prospettiva». —

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