Sicurezza
«Questa riunificazione non è un banco di prova per la giunta Corsini»
Il giovane presidente del consiglio comunale Mattia Gemelli «Fin dall’inizio sposai l’opportunità di unire Rio Marina e Rio nell’Elba»
L’intervento/2
«Fin dall’inizio sposai a pieno titolo l’opportunità della fusione degli ex comuni di Rio Marina e Rio Nell’Elba, in quanto rappresentava uno dei pochissimi vantaggi di cui, al tempo, questi due territori avrebbero potuto davvero beneficiare, in termini di sviluppo territoriale, finanche di un maggior peso istituzionale, nei confronti degli enti sovraordinati». È quanto afferma in un articolato intervento Mattia Gemelli, primo presidente del consiglio comunale del nuovo Comune di Rio. A tre anni dal referendum sulla fusione il giovane politico compie un’analisi approfondita, alla luce del dibattito emerso in questi giorni sul Tirreno.
«Sembra, però, che le tesi avanzate dai due ex sindaci riesi Galli e De Santi – argomenta Gemelli –, mirino soprattutto a trasformare l’amministrazione Corsini, in un banco di prova atto a valutare la complessiva portata positiva o negativa dell’unione dei comuni, come se in solo due anni, si possa dichiarare terminata l’occasione di poter godere dei frutti pro fusione. Personalmente, non ritengo che questa sia una lettura in grado di dare dignità a tale evento, in quanto si dimentica di assegnare un peso politico specifico alla fase preventiva ed indifferibile della fusione medesima: l’attuazione».
Secondo Gemelli sarebbe paradossale «ritenere che un qualunque sindaco, di un qualunque colore politico, possa, nell’arco di poco più di due anni, integrare l’efficacia tutta di una operazione che conserva una portata innovatrice così elevata; come in un terremoto, la scossa terrestre rappresenta il momento di massima destabilizzazione per i soggetti che lo subiscono, allo stesso modo è innegabile sostenere che l’unione comunale abbia instillato nei riesi, una sensazione di spaesamento ed - alle volte - anche di aspro conflitto e nelle piazze e, ahìnoi, all’interno del palazzo comunale, causando lungaggini e rigidità nella fluidità della macchina amministrativa».
Gemelli ritiene che «qualunque individuo, senza essere in malafede, converrebbe nel sostenere che la fusione dei comuni di Rio Marina e Rio nell’Elba possa presentare i propri effetti benefici, solo in una prospettiva futuribile che si poggi, come elemento coessenziale, su un contesto politico di assestamento amministrativo che sia in grado di creare il giusto sostrato perché quegli effetti favorevoli dell’accorpamento, possano sprigionare i propri effetti. Ed è proprio qui che debba essere valutato, se proprio non ci si vuole esimere dal farlo, il sindaco Corsini e domandarci, di conseguenza, in quale modo stia cercando di mettere il carburante nei motori del nuovo comune di Rio: importanti atti concernenti la attuazione del territorio, un fitto piano di assunzioni ed una solida base finanziaria, sono alcune delle oggettive concretizzazioni per le quali il sindaco del neonato comune di Rio ha voluto optare, per dare una veste al risultato che uscì dalle urne, nel 2018».
Gemelli, dunque, consiglia al dialogo politico odierno di cambiare binario. «La fusione– conclude Gemelli – non è solo sinonimo di numeri e contabilità, ma è la prova di una resilienza di cui i cittadini riesi hanno dimostrato essere protagonisti, in termini di coesione e riallacciamento, tutt’ora in fase di cicatrizzazione, di quello che era stato il disastro sociale che si era creato nel periodo elettorale del referendum; il lavoro di levigatura amministrativa attuale, riuscirà a far scoppiare in futuro tutti i risultati agognati, che spinsero le donne e gli uomini riesi, in quella domenica di ottobre del 2017, a dire: sì, possiamo farlo». —
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