La protesta
«Polo della cultura, un altro costo inutile»
Secondo l’ex assessore «si spendeva meno restando al progetto iniziale, ma si vede che non faceva figo...»
piombino
«Alla fine, cosa sarà e quanto costerà il Polo Culturale?». Se lo chiede Riccardo Gelichi, portavoce di Ascolta Piombino ed ex assessore della giunta Ferrari.
«La storia del Polo culturale inizia nel 2005 - scrive Gelichi - nel 2010 viene approvato il progetto di 8 milioni e 956mila euro, in due lotti, il primo da 4,8 milioni. Obiettivo il trasferimento della biblioteca con sala conferenze. La storia è troppo lunga, comunque oggi resta da terminare il primo lotto e servono circa due milioni di cinque già spesi, un “leggero” sforamento della previsione iniziale. La prima riflessione che sorge spontanea è che per fare una biblioteca nuova sono tanti soldi, con la ristrutturazione dell’ex Pegaso ad esempio, con un terzo, avremmo anche recuperato uno stabile degradato. Un’altra riflessione è che con 8 milioni ci si farebbe la Poggio ai Venti-San Rocco, ormai sappiamo bene quanto siano importanti le infrastrutture. Però quel luogo è suggestivo, così come la definizione di Polo della Cultura, talmente seducente che se in una prima fase la presente amministrazione prende tempo per una riflessione, tanto da bocciare la mozione del Pd che ne chiedeva la prosecuzione in tempi brevi, pochi mesi dopo il vicesindaco Parodi dichiara che “l’amministrazione s’impegna a finanziare il polo culturale già nel bilancio 2021 e a completarlo in un paio di anni.” Oggi si confermano le previsioni di Parodi con le dichiarazioni della giunta, dove si dice di terminare il Polo, però la biblioteca resta a piazza Appiani e paga l’affitto, il Centro Giovani dove è ora alla giunta non piace e lo infilano dentro il Polo. Si dice inoltre che “il progetto sarà adattato a una visione contemporanea della cultura capace di catalizzare forze creative e incubare nuovi linguaggi”, che non si capisce cosa voglia dire ma ci sembra faccia parecchio figo. Intanto però la struttura ha bisogno di manutenzioni, dicono loro».
«Noi - aggiunge Gelichi - pensiamo che se cambia la finalità per cui è stato progettato il Polo anche il progetto dovrà essere rivisto e quando si lavora su un progetto non è mai gratis. Ma con una città al collasso economico e sociale, di cosa stiamo parlando? Discussioni peraltro senza un filo conduttore, l’unica certezza saranno altri costi di progettazione e di realizzazione, con una struttura così, possiamo stimare che le utenze e le manutenzioni non saranno inferiori ai centomila euro annui. Quindi, oltre le spese del Museo, del Castello e della Parchi, si aggiungeranno quelle del Polo e della biblioteca. Un capolavoro di risparmio, si spendeva meno restando al progetto iniziale, ma si vede serviva il tocco del cambiamento». —
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