Il Tirreno

il futuro delle acciaierie 

«L’ingresso dello Stato in Jsw sia vincolato al forno elettrico»

«L’ingresso dello Stato in Jsw sia vincolato al forno elettrico»

Le segreterie nazionali di Fim Fiom e Uilm scrivono al Governo e chiedono un incontro Intanto Grilli, capo del personale di Jsw, dopo 24 anni in azienda lascia a fine mese

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PIOMBINO

Il sindacato dà seguito alle sue preoccupazioni sul silenzio che circonda il futuro di Jsw formalizzando una richiesta di incontro al Mise (firmata dalle segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm), «per riprendere e approfondire insieme a Jsw un confronto sulla definizione del piano industriale e sul necessario indirizzo strategico che il Governo deve assicurare». La lettera è stata inviata ieri al ministro Stefano Patuanelli e alla sottosegretaria Alessia Morani, che da mesi segue la vicenda piombinese.

«Troppi sono i mesi trascorsi – scrivono Fim, Fiom e Uilm – senza un vero piano di rilancio dello stabilimento che rischia di vedere i propri impianti non più adeguati sul piano produttivo, sia rispetto agli standard di qualità richiesti dal mercato, che alla fondamentale esigenza di un recupero di marginalità». Per questo la conclusione «del percorso di ingresso nel capitale societario da parte di Invitalia, previsto per il 30 novembre attraverso il conferimento di capitali per dare concretezza a una prima fase di revamping, non è più rinviabile». Il sindacato ricorda che il revamping delle linee di laminazione «è solo il primo di una serie di investimenti che devono essere parte di un piano industriale che dia certezze e garanzie sugli interventi e sui tempi».

Piano industriale che secondo Fim, Fiom e Uil «presenta ancora elementi di incertezza», con particolare riferimento «alla prospettiva annunciata da parte di Jsw di subordinare la realizzazione di un forno elettrico solo a un ritorno alla redditività delle produzioni di laminazione, condizione troppo incerta e troppo poco vincolata all’ingresso nel capitale societario da parte di Invitalia». Il sindacato chiede quindi al Governo che le risorse economiche per Piombino «vincolino Jsw alla realizzazione del forno elettrico, anticipando i tempi attualmente previsti».

Intanto in azienda si registra un addio importante, quello di Riccardo Grilli, 54 anni, da molti anni capo del personale e punto di riferimento per istituzioni e sindacati fin dall’avvio della lunga vertenza.

Grilli, che a fine mese lascerà dopo 24 anni in azienda, parla di «scelta condivisa con Jsw», e spiega di uscire «con serenità», smentendo le voci di dissapori col presidente Virendar Bubbar, «con cui ci sono sempre stati ottimi rapporti. Forse anche all’azienda conviene fare scelte nuove e diverse per questa nuova fase». Grilli definisce Marco Carrai «certo non soddisfatto di questa scelta, ma si vede che era il momento. Carrai è un manager con la emme maiuscola, sono certo che é l’uomo giusto per Piombino». –

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