Il Tirreno

con voti di maggioranza 

Delega al sindaco Zini per risolvere il debito della Cosimo de’Medici

L. C.

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PORTOFERRAIO

Con voti di maggioranza (12 consiglieri, mentre dalla minoranza 5 voti contrari), il consiglio, nell’ultima seduta in regime anticovid19 nella sala Nello Santi del centro De Laugier, ha delegato il sindaco Angelo Zini in primo luogo di affermare che “tutta quella massa di debiti e crediti regressi attribuiti alla gestione della società partecipata Cosimo de’Medici negli anni precedenti non siano riconoscibili come debiti fuori bilancio” in conformità con le procedure standard previsti per casi di questo genere.

In seconda battuta Zini avrà piena facoltà, sedendo nel Cda della partecipata, di formulare l’indirizzo approvato dall’assemblea, nel momento in cui si dovrà definire il bilancio 2018 e 2019. Ragion per cui i debiti dovuti, considerati fuori bilancio, saranno svalutati totalmente, in attesa che siano definitivamente cancellati, una volta concluso l’iter procedurale. È una mossa, sullo scacchiere politico portoferraiese, di forte rilevanza. Un primo, ma importante tassello per arrivare alla risoluzione del debito della Cosimo. Il quale, come si sa, assomma a quasi un milione di euro (esattamente 932. 403 euro) in vent’anni di gestione (in pratica dall’inizio del Duemila) e che ha interessato diverse amministrazioni.

Un tassello, dicevamo, che non è uscito dal cilindro. E che oggi appare l’unica strada percorribile. Ma è il frutto di un lavoro congiunto che ha visto la collaborazione e le sinergie dei dirigenti e dei rappresentanti degli uffici della Biscotteria, oltre agli amministratori, revisori di conti e di legali stessi (uno di questi è intervenuto al dibattito in video conferenza per spiegare meglio la situazione). «Con oggi abbiamo concluso un primo tempo – ha detto fra l’altro il sindaco – Ci attende un altro passaggio, un secondo tempo, per arrivare poi finalmente (lasciatemelo dire) alla soluzione di una questione difficile, complicata, che ha richiesto forze ed energie non indifferenti. Non essendo stato possibile verificare – ha ricordato – se esistevano le condizioni per praticare un iter normale nel riconoscimento dei debiti fuori bilancio, considerato che si trovavamo fuori tempo massimo e non ravvedendo l’utilità e l’arricchimento dell’ente, si apriva un bivio. O portare i libri contabili in tribunale; oppure prendere atto della perdita dell’esercizio del bilancio che si redigerà, predisporre la copertura attraverso finanziamenti da parte del Comune, la ricapitalizzazione e la riformulazione del capitale sociale che consentirà alla partecipata di essere una società normale, visto e considerato che è da due anni che sta operando senza aver approvato i bilanci. Noi questo non lo possiamo permettere. Per responsabilità diretta. Ma anche nel rispetto di tutti coloro che con la partecipata hanno avuto a che fare e che hanno tutt’oggi con essa rapporti diretti. Ripeto – ha concluso Zini – è una società pubblica». E poche ore dopo la chiusura dei lavori, dal consigliere di minoranza Paolo Di Tursi (Forza del Fare) il comunicato “Sedotta e abbandonata” con cui dichiara essere illegittimo il provvedimento emanato in conflitto di interessi dal debitore (Comune) al creditore (Cosimo), imponendo di cancellare il debito. –



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