Lutto
«La zona rossa? Inaspettata, ma è meglio chiudere ora»
Rosso (Confcommercio) e De Simone (Confesercenti) chiedono misure a sostegno delle imprese che non potranno lavorare
PORTOFERRAIO
Zona rossa. l'Elba. Come la Toscana. Gli spostamenti saranno ammessi se giustificati con tanto di certificazione. Tutto consentito, se il fatto di essere usciti dalle proprie abitazioni sta avvenendo per motivi di salute, lavoro o per altre ragioni considerate e comprese dalle norme vigenti. «È stata una decisione davvero inaspettata – esordisce Franco De Simone, presidente della Confesercenti Elba – Presa nel giro di poche ore. Non ce l'aspettavamo senza dubbio sia per la Provincia di Livorno, sia per l'isola tutta. Posso anche comprendere la rabbia del presidente della Regione Giani, ma è indubbio a questo punto che sono obbligatorie certe misure economiche a sostegno delle nostre categorie commerciali, se si vuole evitare che avvenga una Caporetto. È vero che altre Regioni della Penisola si trovano in situazioni peggiori di noi e persistono nell'essere incluse nella fascia arancione. Ma non dobbiamo nasconderci dietro a un dito. Non è ora il momento di recriminare valutazioni più o meno azzeccate. Dobbiamo prendere atto della situazione e avvallare contromisure per la ripresa del comparto».
Invertire attualmente la tendenza per riportare la situazione come era poche ore fa è un'ipotesi che neppure viene presa in considerazione dalle organizzazioni principali dei commercianti elbani. «Il virus circola tra noi – aggiunge Franca Rosso della Confcommercio dell'Elba – Difficile non ammetterlo. I contagiati crescono ogni giorno. E forse si trova in maniera più diffusa di quanto sia dato sapere. Se è vero (come appare a conti fatti) che in una famiglia dove si trova un positivo, anche gli altri componenti, dividendo lo stesso spazio domestico, alla fine risultino contagiati anche loro. Bisogna stare quindi molto attenti e reagire senza farsi prendere dalla rabbia. Ma, anzi, essere propositivi». In quale maniera? Inventandosi nuove formule di commercio. Come, per esempio, è stato l’asporto per i ristoranti e il servizio a casa svolto dai gestori di pizzerie e altri locali similari. «E poi egoisticamente parlando – continua sempre la presidentessa della Confcommercio dell’Isola – è bene che la zona rossa sia scattata in questo mese che è riconosciuto da tutti i nostri associati un mese in cui gli affari si fanno poco, stando ai trend che si sono registrati negli anni precedenti. Facciamo una sosta in questo periodo, stiamo fermi per 15/16 giorni, per poi riprendere in tutta sicurezza la nostra attività nel periodo natalizio. Per il momento è questa la nostra principale convinzione: un sacrificio ora per predisporci a un buon Natale in tutti i sensi. Almeno così ce lo auguriamo».
«Sì – incalza Franco De Simone che conclude – va bene. Ma i nostri assistiti hanno bisogno fin da subito di contributi governativi a sostegno delle loro attività lavorative». —
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