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Boem: «L’emergenza non sia il pretesto per ridurre i servizi»

Boem: «L’emergenza non sia il pretesto per ridurre i servizi»

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piombino

Tre i punti fermi per la segretaria provinciale Fials Daniela Boem. «L’emergenza covid non può diventare il pretesto per ridurre ancora i servizi sanitari nella Val di Cornia – dice –. Gli ospedali zonali vanno lasciati “free covid”, è una garanzia per tutti i cittadini. Mentre si devono concentrare le risorse per combattere il covid negli ospedali provinciali. Questa è una risposta responsabile».

I cittadini per Boem già stanno pagando a caro prezzo «le scelte sbagliate di politica sanitaria che hanno prodotto tra le altre la chiusura del Punto nascita, il modello per intensità di cure con l’accorpamento e depotenziamento delle specialistiche in un unico reparto di Chirurgia, il mantenimento di una mega Medicina afflitta da carenza cronica di personale, un Pronto soccorso affollato per il mancato incremento dei servizi territoriali». A ciò aggiunge la realizzazione dell’ospedale unico Valli Etrusche, tra Piombino e Cecina, che «ha prodotto la sommatoria di due debolezze ed è l’emblema di questo fallimento voluto dalle amministrazioni locali e sostenuto dai sindacati confederali. Mentre è rimasta sulla carta l’istituzione di nuove unità operative come Spdc o l’Emodinamica».

Il Fials È contrario alla istituzione di posti letto covid perché «la necessità di reperire personale e spazi porterà come conseguenza una ulteriore riduzione delle attività aumentando i disagi per i cittadini – afferma la segretaria Boem –. Ricordiamo che i tagli realizzati nel tempo hanno prodotto un numero di posti letto, sia ordinari che di terapia intensiva e sub intensiva, pari a circa il 2, 66 per 1. 000 abitanti ben al di sotto del parametro regionale del 3, 15 per 1000». Che aggiunge: «L’ospedale di Villamarina non è strutturato per realizzare agevolmente percorsi distinti per sporco e pulito, indispensabili per impedire la diffusione del contagio intraospedaliero».

Ma c’è dell’altro. «La carenza cronica di personale, il turn over ancora scoperto che ci avevano portato già a scioperare a luglio del 2019, mentre i sindacati confederali accettavano un accordo al ribasso pari a 70 infermieri ed Oss per tutta l’Azienda sanitaria Toscana Nord ovest, sono criticità che aumenteranno se consideriamo il maggiore impegno assistenziale necessario per gestire un paziente covid dal decorso clinico instabile». INoltre, per Boem ai cittadini si chiede di «pagare le conseguenze dei ritardi nella riapertura degli ex ospedali di Lucca e Massa da destinare, come era stato promesso dalla Regione, per ricoveri covid nell’evenienza di un incremento massiccio dei contagi».

Il Fials si impegna a «vigilare sulle misure di sicurezza, a continuare a chiedere incrementi di personale nel rispetto di un rapporto adeguato tra operatori e degenti nelle aree covid, per garantire l’assistenza necessaria e l’alternanza nel turno di lavoro». Ma anche a rivendicare «il diritto alla formazione previsto dalla legge 81 del 2008, a richiedere il monitoraggio della salute del personale con l’effettuazione di tamponi e screening, a contestare l’ingiusta sospensione o negazione delle ferie al personale, affinché la Asl riconosca le indennità previste per le malattie infettive». E conclude Boem: «Vogliamo garanzie per i servizi ai cittadini e per la sicurezza dei lavoratori. Tuteleremo i diritti dei lavoratori mettendo in atto tutte le azioni di mobilitazione e di coinvolgimento nei confronti delle autorità competenti». —

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