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carcere di porto azzurro 

Si cerca un direttore per la falegnameria

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porto azzurro

Avviata la procedura burocratica prevista dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria per arrivare alla selezione di un direttore tecnico della falegnameria della casa di reclusione di Porto Azzurro. Lo rende noto la stessa direzione dell’istituto Pasquale De Santis. Con questo provvedimento, per altro già avviato nei mesi precedenti ma che non avevo sortito l’effetto desiderato, la direzione del forte San Giacomo intende avviare la bottega artigianale della falegnameria che, comunque, negli anni passati, aveva funzionato a dovere. Ora si mira a ripristinare il laboratorio cercando di portarlo agli stessi livelli degli anni trascorsi, prima che fosse chiuso. «Le prestazioni sono finalizzate – si legge nell’atto amministrativo firmato dal direttore Francesco D’Anselmo – a realizzare commesse sia interne alla cittadella carceraria, sia esterne. L’incarico dovrà riguardare in particolare la formazione dei detenuti lavoranti della specifica attività, avviandone o incrementandone la qualificazione professionale». È ovvio che si cerca di impostare una qualifica agli attuali ospiti del reclusorio elbano che potrà essere usata nel momento in cui la pena da scontare è terminata e il soggetto è nelle possibilità di tornare in libertà. È evidente che, se si ha un mestiere tra le mani, il reinserimento potrebbe rivelarsi assai utile e ben spendibile. Il direttore D’Anselmo ha provveduto a far pubblicare l’atto di selezione in tutti e sette i municipi elbani, per darne maggiore visibilità, oltre che a essere stato trasmesso alla Camera di Commercio di Livorno e essere stato pubblicato anche nei siti istituzionali di internet del Ministero della Giustizia e sul sito della Regione Toscana. Le domande scadono il 24 novembre. —

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