Il Tirreno

i baristi e i ristoratori 

«Pronti ai sacrifici, speriamo di riaprire al più presto»

Luigi Cignoni

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PORTOFERRAIO

Disposti al sacrificio, purché si esca finalmente dal tunnel e si veda la ripresa. La pensano tutti allo stesso modo i gestori di bar e ristoranti del porto e del centro storico alla vigilia dell’ingresso della Toscana in zona arancione. Bar e ristoranti, da oggi, restiamo chiusi. «Ci sacrifichiamo, purché ci sia corresponsabilità di tutti – avverte Graziella Petucco Bastreri, titolare del centralissimo bar Roma – Le disposizioni previste dal governo devono essere seguite da tutti indistintamente. Così i nostri sacrifici potranno avere un felice esito». Da questa mattina, via i tavolini lungo le strade e i marciapiedi. In piazzetta Giovanni Ageno è ritornato il parcheggio per auto regolato da tassametro (prima era destinato ai locali). Alcuni negozianti hanno preferito far coincidere questo periodo con la chiusura dell’attività per ferie. Altri invece ne stanno approfittando per effettuare lavori di adeguamento delle sale. La nuova situazione è vissuta come un’ennesima sfida: per affrontarla e superarla, stavolta ci sarà bisogno di ‘reinventarsi qualcosa’.

«Per quanto ci riguarda – ci dice Simona Bicecci che gestisce il ristorante “La barca della matte” in piazza della Repubblica – noi abbiamo rivisto il nostro menu e il modo di fare ristorazione, resteremo aperti per offrire ai nostri clienti pietanze da asporto. Abbiamo rispolverato le vecchie proposte della rosticceria elbana, andando sul classico e anche offrire aperitivi con particolari bicchieri e tartine. I nostri clienti apprezzano i nostri stuzzichini. Insomma che nuove disposizione noi le vediamo come opportunità per escogitare qualcosa di nuovo al gusto e al palato». Arcangelo Serena, titolare del bar caffetteria Elba di via Garibaldi è un po’ perplesso nel dover fare a meno dei tavoli e delle sedie che ha messo all’entrata del baretto. «E se qualcuno mi chiede un aperitivo – si domanda - dove glielo faccio consumare? Dall’altra parte della strada?». Di certo non al bancone. «Un provvedimento governativo doveroso – ammette Moreno Bonini, del bar Piccadilly sul porto – Tutti insieme possiamo abbattere questa pandemia. Bisognava farlo ed è meglio che sia avvenuto prima, sperando poi con l’approssimarsi delle festività natalizie, si torni a una certa normalità. Al punto in cui eravamo, non si poteva ancora tergiversare. Dovevamo fare qualcosa. Ora ci attendiamo risultati positivi dai nostri sacrifici».

Nedo Martorella del bar Massimo: «Se si fossero effettuati maggiori controlli e tamponi d’estate – dice – non saremmo arrivati a questo oggi». Vittorio Autorino, gestore del ristorante Stella Marina: «È un problema mondiale che ci coinvolge in pieno. Occorre adesso fare i bravi per far funzionare bene il prossimo Natale». Le misure anticovid l’hanno costretto a ridurre il numero dipendenti che da 5 sono passati a 3 e ora a 2. Anche al bar Panelba si prevedono contrazione di personale. «Si vedrà – conclude Federico Signorini – come funzionerà l’asporto nei prossimi giorni». —

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