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il caso 

Il Tribunale rigetta l’istanza per i carotaggi a Rimateria

Il Tribunale rigetta l’istanza per i carotaggi a Rimateria

La richiesta era stata avanzata dopo un lungo braccio di ferro col Comune  che accusava la società di far di tutto per impedire l’operazione 

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PIOMBINO

La sezione fallimentare del Tribunale di Livorno ha respinto «per le ragioni addotte dal commissario», la dottoressa Francesca Ozia, la richiesta avanzata da Rimateria di consentire otto carotaggi nella discarica di Ischia di Crociano «per come richiesta del Comune».

La decisione del giudice Massimo Orlando quindi boccia di fatto le richieste avanzate da tempo dal Comune, che anzi giusto un mese fa aveva contestato Rimateria, «per aver presentato richiesta di autorizzazione per i carotaggi al Tribunale che sta curando il concordato soltanto lo scorso 2 ottobre».

La richiesta prevedeva la richiesta di carotaggio di otto campioni su un’area coltivata di 12 ettari.

Carotaggi da effettuare a una profondità di 15 metri e un’analisi fisico-chimica del materiale estratto. Il tutto per sciogliere i dubbi sui rifiuti conferiti negli anni passati.

Il riferimento è alla maxi inchiesta sul presunto traffico illecito di rifiuti. Nelle aziende livornesi Lonzi e Rari dal 2015 al 2017 le sostanze venivano triturate e miscelate o solo taroccate per essere inviate in discarica, alla Rea di Rosignano e a Rimateria, cambiando il codice di provenienza e trasformando i rifiuti da pericolosi a non pericolosi.

Una modalità che avrebbe consentito di risparmiare i soldi per lo smaltimento, truffando la Regione sull’ecotassa per 1,5 milioni di euro.

È un fatto che la Direzione distrettuale antimafia di Firenze non ha mai ritenuto necessario disporre i carotaggi nella lunga fase delle indagini preliminari, pur valutando la sussistenza di ipotesi di reato. —

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di Redazione web