Gioco
«Sull’area marina non si riparta da zero Una parte del lavoro è già stata fatta»
Parla D’Errico, ex presidente della Comunità del Parco «Nel 2017 la proposta fu condivisa e presentata al ministero»
PORTOFERRAIO
«Uno sguardo al recente passato potrebbe apportare elementi di conoscenza, senza dover ricominciare tutto daccapo». Così Pietro Paolo D’Errico, presidente della Comunità del Parco nazionale dell’Arcipelago toscano dal 2004 al 2009 interviene nella discussione in atto sul tema dell'area marina protetta, con l'intento di portare un contributo.
«Mi sono occupato dell’area marina ptrotetta dedicando tempo ed energie per raggiungere l'obiettivo di una proposta il più possibile condivisa dal territorio – racconta – l'obiettivo fu raggiunto e la proposta fu presentata formalmente al ministero dell'Ambiente, presenti tutti i membri della Comunità del Parco (sindaci dell’intero arcipelago, Comunità montana dell’Elba e Capraia, Province di Livorno e Grosseto, Regione, Parco, durante l’incontro avvenuto a Roma il 29 novembre 2007. Credo che quei documenti, contenenti un pezzo di storia recente e penso ancora attuali, possano costituire un elemento di nuova discussione in vista di una proposta, ancora una volta condivisa dal territorio. L'attuale presidente della Comunità del Pnat, il sindaco Angelo Zini ne è a conoscenza e la documentazione è agli atti del Parco. Da parte mia, sono comunque a disposizione per fornire dettagli e particolari, qualora se ne ravvisi l’utilità».
Insomma, secondo D’Errico il lavoro fatto può essere riattualizzato e usato come base per la nuova discussione. «Al progetto parteciparono oltre che le istituzioni locali anche le categorie economiche ed associazioni, anche ambientali – racconta D’Errico – la proposta, redatta con il contributo di tutti i sindaci dell’Isola d’Elba, del presidente della Comunità montana, e dagli stessi condivisa, precisava i contenuti del dibattito che si sviluppò nel territorio sul tema, ed il rappresentante del ministero dell’Ambiente, direttore generale per la protezione della natura, Aldo Cosentino, che presiedeva l’incontro del 29 novembre 2007, apprezzando il percorso seguito e il valore delle idee proposte, si riservò di far seguire un’istruttoria tecnica al termine della quale avrebbe fatto conoscere gli orientamenti del Ministero sui quesiti posti e sulle proposte prodotte dalla Comunità, che contenevano le regole per un modello di AMP ritagliata su misura per l’isola d’Elba. Da quel momento, a seguito di vicende politiche quali elezioni, rinnovo delle amministrazioni, cambi di governo, l'iter non ha avuto seguito». Secondo l’ex presidente della Comunità del Parco Pietro Paolo D’Errico resta comunque l'importante lavoro del territorio «che registrò la convergenza di tutte le amministrazioni pubbliche (Comuni, Comunità Montana dell’Elba e Capraia, Provincia di Livorno, Regione, Parco, sul principio che l’istituzione dell’area marina protetta è necessaria e che dovrà essere elemento di valorizzazione e qualificazione delle attività socio-economiche, convenendo che la fissazione dei vincoli debba essere concordata ed accettata pienamente dalle singole istituzioni locali. Insomma, poche regole, improntate alla chiarezza e semplicità, e controlli adeguati». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
