Il Tirreno

Gli ultimi sindaci delle due Rio: «Fusione? Una chance sprecata»

Stefano Bramanti
Gli ultimi sindaci delle due Rio: «Fusione? Una chance sprecata»

Claudio De Santi e Renzo Galli tracciano un bilancio dopo tre anni dalla riunificazione dei due Comuni 

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RIO

Sono stati i promotori della riunificazione delle due Rio. Ultimi sindaci dei Comuni che si sono sciolti per dare corpo al nuovo Comune di Frio.

A tre anni dal referendum che ha sancito la riunificazione delle due Rio confluite dal 1 gennaio del 2018 nel nuovo Comune di Rio gli ex primi cittadini fanno il punto sul progetto a loro caro.

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«Per Rio nell’Elba è stata la salvezza, per Rio Marina era una opportunità che ad oggi non è stata saputa cogliere». L’opinione è di Claudio De Santi, ultimo sindaco eletto del Comune di Rio nell’Elba e grande fautore della riunificazione delle due Rio. Da primo cittadino si dimise per i gravi problemi finanziari dell’ente locale, confidando sulla fusione per rilanciare un comune in grossa difficoltà. Dopo tre anni dal referendum vinto in maniera netta dal Sì l’ex amministratore riese dice la sua.

«La fusione di cui io e Galli siamo stati promotori – ricorda Claudio De Santi, sindaco di Rio Elba all’epoca del referendum unificativo – oltre a dimostrare come si possa andare d’accordo fra sindaci di comuni confinanti, ha salvato Rio nell’Elba dal dissesto finanziario ormai già sancito dalla Corte dei Conti, rendendo dignità a quel territorio che diversamente avrebbe vissuto anni di crisi, ma nello stesso tempo ha regalato alla terra di Rio un potenziale nuovo slancio che purtroppo non si è ancora visto, probabilmente perché frenato dalle difficoltà di mettere in movimento all’unisono una nuova macchina amministrativa».

L’ex primo cittadino non nasconde le difficoltà del nuovo corso amministrativo delle due Rio, ma continua a credere nella bontà del progetto. «Indubbiamente in questa fase iniziale – aggiunge l’ex sindaco di Rio nell’Elba - sarebbero necessitate tante piccole attenzioni per far sì che i territori nelle manutenzioni e nello sviluppo facessero cogliere ai cittadini la reale e condivisa presenza della riunificazione, ed uso questo termine perché Rio Marina deriva da una diretta emanazione dell’allora Rio Castello in quanto ne era la spiaggia ed il porto».

De Santi ha le idee chiare sulle ricette da mettere in campo per rendere i benefici della riunificazione tangibili, concreti per il benessere dei cittadini che fino ad oggi, come dimostrato dall’inchiesta del Tirreno quasi non si sono neanche resi conto del cambiamento.

«Cosa si può fare per aiutare oggi il processo di definitiva fusione? Consolidare la cultura riese, che è uno dei tratti distintivi di questa terra e della sua gente, attraverso iniziative culturali identitarie e ben distribuite su tutto il territorio, aiuterebbe anche a governare meglio e a superare quelle ‘diffidenze’ di cui ancora oggi si sentono ma che non hanno senso di esistere”.



«La fusione è stata purtroppo lasciata in mano a chi non ci ha creduto». È l’opinione di Renzo Galli, ultimo sindaco di Rio Marina e come De Santi promotore del referendum riunificativo. È stato lui, da primo cittadino, a credere fortemente nel nuovo soggetto istituzionale, frutto dell’unione delle due anime di Rio (quella del coccolo ’n su e del coccolo ’n giù). Ma a distanza di tre anni il giudizio di Galli non è positivo. «Il risultato è dimostrato dal fatto che nulla è stato messo in atto per aggregare le due comunità, che vivono come se niente fosse accaduto – racconta – nemmeno la segnaletica, cosa più banale, è stata aggiornata, tanto che il visitatore crede ancora nell'esistenza di due comuni. Anche i finanziamenti ricevuti e che continuano ad arrivare non si sa che fine facciano, visto che sul territorio non se ne vede il segno. Così non solo vuol dire tradire la volontà dei cittadini che l'hanno votata, ma renderla invisibile e inutile per tutti: è l'ennesima occasione persa per il nostro versante».

Insomma, Galli non risparmia critiche alla nova amministrazione. «Cosa non ha funzionato? Ammetto che un errore possa essere stato quello di averla lasciata nelle mani di altri – racconta – confidando che l'avrebbero realizzata nei fatti, e purtroppo così non è stato. Per portare a termine un progetto bisogna crederci, ed oggi pare decisamente ovvio e non certo straordinario sentire che si progetta il ripristino della strada provinciale al Piano e la realizzazione delle Terme di Cavo, iniziative erano già da adottare».

«L’impegno di chi amministra – conclude Galli – va indirizzato anche nel cercare di dare una connotazione unica a questo territorio, a partire dalle piccole cose di tutti i giorni». —
 

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