Toscana
«Mobilità sostenibile e nuove energie per rilanciare l’Elba»
L’amministratore unico dell’aeroporto Claudio Boccardo guarda avanti «Per il nostro scalo cercheremo di incentivare l’uso di biocarburanti»
Elba 2035 è il progetto di Acqua dell’Elba attraverso il quale l’azienda sta coinvolgendo alcune dei più importanti portatori di interesse dell’isola per raccogliere le idee e costruire l’Elba del futuro. L’obiettivo è arrivare ad elaborare il primo Manifesto della Sostenibilità. Il Tirreno, in vista del prossimo e decisivo incontro del 10 dicembre, pubblicherà le interviste ad alcuni degli interlocutori coinvolti nel progetto. Per contribuire con progetti e idee scrivere a elba2035@acquadellelba.it.
L’intervista
Antonella danesi
Sostenibilità e fruibilità, in modo da preservare il futuro dell’isola che considera “un vero e proprio dono”. È la visione per il 2035, di Claudio Boccardo amministratore di Ala Toscana.
Come sarà per lei l’isola tra quindici anni, nel 2035?
«Abbiamo ricevuto con l’Elba un dono straordinario che va preservato, mantenuto ma anche fruito, quindi vedo quelli da qui al 2035 come anni in cui bisognerà coniugare la sostenibilità e la fruibilità. Perché tutto quello che sta succedendo intorno a noi ci dice che dobbiamo essere molto più attenti di quanto non lo siamo stati sinora su questo tema».
Quale sarà il percorso?
«Per raggiungere questo obiettivo vedo la necessità di avere particolare attenzione all’energia rinnovabile, ad una modalità di mobilità meno inquinante. Tra l’altro vorrei precisare che la mobilità aerea, che mi vede tra gli interlocutori, è meno inquinante di tanti altri sistemi. Oltre a lavorare su questo settore penso anche ad una gestione intelligente del ciclo dei rifiuti ad esempio. Tutte attenzioni che dobbiamo in qualche modo perseguire con maggiore determinazione. Un altro problema, che spero per il 2035 sia risolto, è che l’Elba è estremamente frazionata, con tendenze difficili da conciliare in un punto di vista unitario ed efficiente».
Come vede iniziativa di Acqua dell’Elba?
«In modo estremamente positivo, anche per il tempismo in cui è stata presentata. Non credo che Acqua dell’Elba avesse la sfera di cristallo, ma mai iniziativa poteva essere più indovinata di questa oggi, un tema di estrema attualità».
E quali sono le priorità per questo cambiamento?
«Come ho detto credo che il tema delle energie rinnovabili, della mobilità sostenibile, della gestione del ciclo dei rifiuti, vadano affrontati in maniera molto decisa. L’aeroporto dell’Elba, che vive una stagione difficile a causa delle evoluzioni e delle difficoltà del mercato aeronautico che il Covid 19 non ha fatto altro che esaltare, ha comunque alcune proposte tema di sostenibilità. Esistono biocarburanti che verranno omologati e quindi cercheremo di favorire l’utilizzo di questi per chi opererà nello scalo elbano. Abbiamo chiesto, con la collaborazione del comune di Campo nell’Elba, di installare qui le colonnine per ricarica per i velivoli elettrici e appena le situazioni economiche ce lo consentiranno vorremmo anche recuperare con il fotovoltaico l’energia per il funzionamento dell’aeroporto».
Come potrebbe cambiare lo scalo elbano?
«In tema aeroportuale sarebbe importante coniugare la sostenibilità con la sopravvivenza che al momento non è scontata, legata all’ampliamento della pista di volo non più adeguata alle richieste del mercato. L’investimento si può realizzare in maniera ambientalmente compatibile e garantirebbe la fruizione del prodotto Elba da parte dei cittadini europei, evitando o riducendo l’inquinamento, ben più importante, prodotto con gli altri mezzi di trasporto ora disponibili». —
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