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Piombino

Scippi in centro storico, sedicenne arrestato e portato in comunità

Scippi in centro storico, sedicenne arrestato e portato in comunità

I carabinieri lo avevano individuato grazie anche alle videocamere. Con i soldi (1500 euro in totale) aveva comprato abiti firmati

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PIOMBINO

Già denunciato per aver messo a segno alcuni scippi, oltre che per episodi di altro genere, tra cui una rissa in un locale notturno e la partecipazione all’aggressione a due ragazzi in estate su viale del Popolo, un sedicenne residente a Piombino è stato arrestato dai carabinieri. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Firenze ha infatti disposto per lui la misura cautelare consistente nel collocamento in una comunità per minori a Tuoro sul Trasimeno (Perugia «dove il minore – parole del giudice – potrà avviare un serio percorso di ravvedimento e recupero e di rafforzamento personale».

Le indagini, condotte dai militari del Nucleo operativo radiomobile della compagnia carabinieri, anche attraverso l’acquisizione delle immagini registrate dal sistema di videosorveglianza del Comune, avevano portato alla denuncia del ragazzo, identificato come l’autore di diversi scippi, due dei quali erano stati denunciati alla Stazione dei carabinieri di Piombino, commessi e tentati nel periodo compreso tra il 10 e il 15 settembre scorso in pieno centro storico.

In totale il 16enne era riuscito a impossessarsi di somme di denaro ed effetti personali per un valore che è stato stimato in circa 1.500 euro, strappando la borsa alle vittime.

In un caso aveva anche strattonando un’anziana che cercava di resistere allo scippo, prima di darsi alla fuga. I soldi, secondo quanto ricostruito dagli uomini dell’Arma, gli erano serviti per comprarsi capi di abbigliamento firmati.

La decisione del Gip di Firenze di collocarlo in una comunità – su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale dei minori di Firenze che aveva condiviso i risultati delle indagini svolte dai carabinieri del Norm di Piombino – è legata non soltanto alla sua condotta, ma anche al suo mancato ravvedimento «evidenziato dalla pervicacia dimostrata – si legge in una nota dell’Arma – nel compiere un numero così significativo di reati in un tempo ristretto, nonché all’esigenza di porre un freno alle sue condotte prima che possa mettere in pericolo altre persone anziane».

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