Il Tirreno

Rsa di San Giovanni, la situazione resta sotto controllo

s.b.
Rsa di San Giovanni, la situazione resta sotto controllo

tamponi, precauzioni, test frequenti e stop alle visite 

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PORTOFERRAIO

Nel panorama preoccupante della espansione pandemica dell'isola, che ha raggiunto è superato quota 100 contagiati dal virus nell’ultimo mese, resta sotto controllo la situazione della Residenza sanitaria assistenziale (Rsa) di San Giovanni a Portoferraio. Nella struttura, fin dall'inizio dell'esplosione del virus, che ha fatto morire molti anziani in Italia nel mondo, non si sono mai presentati problemi sanitari legati al contagio, in quanto tutti i tamponi effettuati periodicamente sono risultati negativi. E ciò vale sia per il personale addetto sia per gli ospiti che sono 30 unità, in prevalenza anziani.

La Rsa è una costruzione all'avanguardia inaugurata nel 2007 e organizzata alla perfezione dalla responsabile Sara Toma e il suo staff, che agisce per conto della Cooperativa sociale Cuore Liburnia, la quale dice: «Con il nostro impegno stiamo riuscendo a proteggere i nostri ospiti fragili, dal virus, e fino ad oggi tutti sono risultati negativi al contagio – racconta – Il nostro lavoro è svolto con un grande senso del dovere, secondo le linee sanitarie regionali. Gli operatori e gli ospiti sono monitorati in sorveglianza sanitaria ed ogni 15 giorni vengono effettuati gli screening; tampone e test sierologici eseguiti direttamente in Rsa dalle infermiere e ogni kit viene fornito dalla Asl».

Vediamo come è strutturata questa realtà assistenziale presente nella zona di Casa del Duca, in cui gli ospiti vengono presi in carico sotto l'aspetto socio-assistenziale da un'equipe multidisciplinare fatta da infermiere, operatori socio assistenziali, la fisioterapista Gabrilella De Santis e l'educatrice Luisella Arrostini. Vengono svolti mensilmente i progetti predisposti, secondo un piano specifico individualizzato, secondo le esigenze di ogni singolo ospite. Quindi la giornata si svolge, oltre che con i momenti rituali di colazione, pranzo, cena merende, con le attività di fisioterapia. Poi vi sono impegni nei laboratori di animazione e nelle attività educative e non mancano anche uscite esterne sul territorio, nei momenti più sicuri sul fronte del rischio contagio.

In questo momento delicato per la pandemia esistente, sempre per garantire la salute delle 30 persone presenti, è stato stabilito che gli ospiti non possono ricevere visite dai loro cari, ma è stato attivato un progetto in grado di mantenere il contatto grazie alla telematica. «Infatti – dice l'educatrice – con l'uso di un tablet effettuiamo videochiamate ai parenti e agli amici degli ospiti e quindi sì confortano gli animi di tutti quanti. Così riusciamo ad alleggerire il senso di solitudine, unitamente alle attività che facciamo regolarmente». Tra gli impegni c’è il laboratorio di scrittura creativa, gestito sempre dalla dottoressa Arrostini, per cui sono stati raccolti pensieri, emozioni e riflessioni poi inseriti in un piccolo libretto intitolato “Frammenti contro il Covid” e, sempre con l'educatrice è stato realizzato un progetto dedicato alla fotografia, che si è concluso con una piccola mostra delle immagini, intitolata “Il nostro mare”, che nel passato è stato più volte raggiunto con delle escursioni e ovviamente al momento sono sospese. —

s.b.

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