Il Tirreno

lettera/2 

«Sindaco, faccia qualcosa per il punto nascita»

Maddalena Masini

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Ho 21 anni, sono nata e vivo a Piombino e proprio per questo non riesco ad accettare che dal giugno 2019 non si possa più nascere nella mia meravigliosa città. Molto probabilmente, anzi quasi sicuramente, il mio pensiero non servirà a niente, ma io ci provo. Reputo questa scelta profondamente priva di senso, perché in aggiunta il nostro reparto di maternità era eccellente. Credo che non sia possibile che una donna debba andare a partorire a Cecina o a Grosseto, che distano rispettivamente dalla nostra cittadina 45 e 50 minuti in macchina, sempre che le strade siano prive di traffico. Il bacino d’utenza della Val di Cornia è troppo ampio per poter essere supportato dagli ospedali vicini; pensiamo solo a Piombino che registra circa 36 mila residenti, per non pensare a Venturina, San Vincenzo, Suvereto, Campiglia, Follonica. Il reparto maternità è fondamentale nella nostra città, rappresenta il futuro. Qual è il problema? Ci sono poche nascite? Manca la sala operatoria al piano? Mancano i ginecologi? Di preciso cosa manchi non lo so, ma una cosa è certa! Manca la voglia, la volontà di potenziare il punto nascita e renderlo di nuovo attivo. Abbiamo bisogno di concretezza. Salute e cultura sono due pilastri fondamentali della nostra società e mi sembra che si faccia di tutto per demolirli. La prego, signor sindaco, si faccia sentire perché una situazione di questo tipo non è più sostenibile. —





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