Gioco
Il comandante Taglione è andato in pensione ma non smette di viaggiare
Per tanti anni è stato al timone dei traghetti della compagnia dopo aver iniziato la carriera nei mari di mezzo mondo: «Ma casa mia è sempre stata l’Elba»
MARINA DI CAMPO
L’ultima volta che ha accompagnato in porto la nave della ex compagnia pubblica di navigazione Toremar è stato il 30 ottobre. Con il primo di novembre Roberto Taglione (63 anni) ha appeso il berretto di comandante al chiodo ed è di fatto in pensione. «Vent’anni alla guida delle navi della compagnia toscana – dice al nostro giornale – non sono uno scherzo. Ci sono stati momenti bellissimi, accompagnati da altri meno belli. Ma al punto in cui sono arrivato ricordo tutto in maniera molto piacevole».
Una vita regalata al mare, lui che, insieme con la famiglia, è originario di Frosinone, nell’entroterra della Ciociaria. «Sono arrivato all’Elba giovanissimo – continua il neo pensionato Taglione – dietro a mio padre che ebbe l’incarico di ragioniere dell’istituto penitenziario di Porto Azzurro. L’Elba per me è stata la mia seconda patria. Ci siamo sistemati a Marina di Campo, mentre i miei fratelli hanno preferito Portoferraio. Il nostro cognome non è certo comune all’Isola d’Elba. Tutti noi veniamo dal medesimo nucleo familiare frusinate. Ed è avvenuto proprio qui, all’Elba, che ha preso piede nel futuro comandante il suo lungo rapporto con il mare. Dopo le scuole dell’obbligo il cui termine del ciclo è avvenuto proprio all’Elba, Roberto Taglione si iscrive al Nautico di Livorno, dove si diploma. Poi s’imbarca nelle più grandi navi petroliere e navi da carico sulle rotte dell’America del nord, dell’Europa anglosassone e del Golfo del Messico. Ha navigato con le navi della compagnia Sidermar di Genova. È stato dipendente poi del gruppo D’Alesio, «ma non stavo bene – ammette – Ero troppo lontano dalla famiglia e quando potevo facevo rotta all’Elba dove nel frattempo avevo messo su casa e mi ero sposato». Le grandi traversate atlantiche sono un ricordo lontano. A loro preferisce le rotte più pacifiche e meno tempestose del Mediterraneo e in particolare muoversi tra le isole dell’arcipelago toscano. È dal 2001 che comanda alcune delle navi della Torear, dal Marmorica, all’Oglasa fino alla Planasia. Sono navi, queste, che per lui non hanno segreti. Fu Taglione a fare gli onori di casa quando, nel gennaio 2012, accolse a bordo del Marmorica l’armatore Vincenzo Onorato, insieme al figlio Achille e al comandante d'armamento Moby Giuseppe Savarese, nel giorno dopo la firma del contratto con cui l'armatore Moby diventò il patron anche di Toremar, accompagnandolo dalla stiva alla sala macchine e infine alla cabina di pilotaggio. Il 2020 lo ha segnato doppiamente. Primo per il suo pensionamento. Poi per essersi sposato la seconda volta con Patrizia Spinetti, sua coetanea e anche lei residente a Campo nell'Elba. «Pensavo di dedicarmi ai viaggi appena raggiunta l'età della pensione – conclude – Amo andare all’estero. Ma con questa pandemia che sta imperversando in Italia ed Europa dovrò rimandare a giorni migliori». L’unica voce stonata del 2020. Servirà un po’ di pazienza, ma il comandante Taglione non ha alcuna voglia di smettere di viaggiare. —
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