Il Tirreno

sanità 

«Solo a Livorno l’ospedale Covid»

V.P.
«Solo a Livorno l’ospedale Covid»

Fials boccia il progetto che riguarda Cecina e Villamarina La mancanza di personale metterebbe a rischio altre attività

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PIOMBINO

Fials boccia la realizzazione di reparti per pazienti Covid a Villamarina e Cecina.

Per il sindacato autonomo l’ospedale Covid deve essere unico per tutta la provincia e per questo chiede il potenziamento del presidio di Livorno.

Il segretario Massimo Ferrucci, non ha dubbi: Regione e direzione aziendale non hanno messo in atto le azioni necessarie in termini di assetti organizzativi e assunzioni. A partire dalle unità di assistenza domiciliare ancora da attivare o potenziare o dagli alberghi sanitari non ancora acquisiti.

Certo, il quadro è complesso, Ferrucci non ne dubita ma rispetto all’area livornese ritiene che la scelta dei posti letto Covid a Cecina e Piombino ridurrà le attività delle specialistiche perchè «la carenza di personale comporterà il trasferimento degli operatori attuali all’area Covid dove sarà necessario prevedere adeguati percorsi sporco/pulito, formazione per il personale e adeguati dispositivi di protezione. La situazione di affanno e precarietà che vivono i due presidi a causa dell’unificazione potrebbe aggravarsi. La principale emergenza da fronteggiare è la carenza di personale».

Il sindacalista boccia anche il bando per il reclutamento di 150 operatori di vari profili con contratto di lavoro autonomo fino al 31 gennaio 2021 e importi orari di 23 euro e di 27 in caso di servizio in zone disagiate. Bando accessibile anche ai pensionati.

«Siamo alla rappresentazione del fallimento delle politiche del personale. Quanti risponderanno al bando? Un operatore impegnato nella emergenza Covid dovrà aprire la partita Iva, iscriversi alla Cassa Pensione per 23 euro lorde all’ora e con contratto fino a gennaio 2021. Nessuno dice - aggiunge Ferrucci - che le graduatorie Estar per gli infermieri saranno insufficienti nel caso che tutti i chiamati per l’emergenza COVID accettino di sottoscrivere il contratto. La USL non ha nemmeno coperto il turn-over del 2019 e nonostante il nostro stato di agitazione non ha più convocato un tavolo per concludere il confronto».

Dopo aver ricordato le tappe della mobilitazione promossa dal suo sindacato «mentre Cgil, Cisl e Uil sottoscrivevano un accordo per 70 assunzioni in tutta la Usl, che conta 13 ospedali e 10 zone distretto» Ferrucci torna a contestare la nascita del «mitico Valli etrusche attraverso la somma di due debolezze. Il problema non è il Regolamento ma la scelta compiuta, l’incapacità di attuare le scelte operate in sede programmatica e le decisioni della Società della Salute».

Una materia su cui Fials vuol dire le sua e non delegarla al confronto esclusivo con Cgil, Cisl e Uil «che vorrebbero esercitare un illegittimo arbitrario monopolio di rappresentanza di tutti i lavoratori della USL. Questa volontà di escluderci dalla discussione con la Conferenza dei Sindaci e con la Regione Toscana - chiude Ferrucci - è inaccettabile. E’ la manifestazione di un pensiero antidemocratico che viene da quelle organizzazioni sindacali da sempre funzionali alle logiche di supporto dei partiti e del potere politico locale e regionale. Le loro azioni hanno prodotto danni e riduzione dei diritti per i cittadini e per i lavoratori». —



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