Il Tirreno

Il progetto Elba 2035

«Rallentare è un valore e i piccoli borghi vanno rispettati di più»

Antonella Danesi
«Rallentare è un valore e i piccoli borghi vanno rispettati di più»

Patrizia Lupi, presidente della Pro Loco di Marciana Marina punta su una prospettiva di sviluppo in linea con l’ambiente 

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Elba 2035 è il progetto di Acqua dell’Elba attraverso il quale l’azienda sta coinvolgendo alcune dei più importanti portatori di interesse dell’isola per raccogliere le idee e costruire l’Elba del futuro. L’obiettivo è arrivare ad elaborare il primo Manifesto della Sostenibilità. Il Tirreno, in vista del prossimo e decisivo incontro del 10 dicembre, pubblicherà le interviste ad alcuni degli interlocutori coinvolti nel progetto.

L’intervista

«L’Elba continuo ad immaginarmela bellissima e incontaminata, perché credo che abbia ancora questo effetto meraviglia che attira tanti turisti sull’isola». Patrizia Lupi, giornalista, direttore del periodico Enjoy Elba e presidente della Pro Loco di Marciana Marina, non ha dubbi sulle potenzialità che ha l’Elba ma anche del lavoro che c’è da fare da qui al 2035.

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Quale è la ricetta per arrivare all’obiettivo che Acqua dell’Elba si è posta con il progetto “Elba 2035”?

«Bisogna lavorare molto, per pensare ad uno sviluppo sostenibile, non solo da un punto di vista ambientale ma anche sociale, perché l’Elba e le altre isole, sono territori circoscritti che hanno fragilità non solo ambientali perché rischiano di essere invase, soprattutto nei periodi estivi e sono fragili anche dal punto di vista sociale poiché hanno gap che devono essere superati».

Quindi da dove partiamo? «Credo che sia necessario coltivare questa cultura del cambiamento per andare tutti insieme verso uno sviluppo sostenibile. I cittadini devono fare proprio questo progetto di futuro, insieme alle istituzioni e alle imprese responsabili. Ognuno di noi deve mettere un piccolo tassello in questo puzzle che porta l’Elba nel futuro. Bisogna avere una vision e condividerla. Per questo è importante far leva sul territorio, sul senso di appartenenza delle persone e farlo conoscere anche ai turisti perché chi ama un territorio lo difende, lo protegge e se ne prende cura. Prendersene cura per continuare ad avere un’isola così bella e incontaminata».

Quali sono gli ostacoli da superare in questo cammino?

«Una è la marginalità delle isole, con problemi reali di accessibilità, di trasporti, di dispersione scolastica, di tutela della salute. Se vogliamo che nel 2035 l’Isola d’Elba sia un’isola vivibile da tutti i punti di vista bisogna permettere alle persone che ci stanno tutto l’anno di superare queste difficoltà».

Quindi come vede questa iniziativa di Acqua dell’Elba?

«Credo che sia un’ottima iniziativa perché Acqua dell’Elba è un’impresa responsabile. Altri settori dell’economia elbana che potrebbero essere sviluppati, come l’agricoltura green. Penso alle tradizioni vitivinicole molto importanti per il turismo enogastronomico. Acqua dell’Elba da sempre pensa all’Elba come un bene da curare. È un’azienda vigile rispetto al territorio da cui trae origine e sul quale fonda anche il suo business».

Quindi potrebbe rappresentare la svolta?

«Credo nel turismo sostenibile dell’isola che deve essere presentata nel mondo attraverso una comunicazione efficace, puntando sull’ambiente e la sostenibilità. Partendo dei cittadini, dal senso di appartenenza e di comunità, perché l’Elba come le isole dell’Arcipelago è bellissima ricchissima, specialmente dal punto di vista ambientale. Ma lo è anche dal punto di vista culturale, delle tradizioni, delle persone che continuano a viverci. Il turismo dovrebbe basarsi anche su questo, sul racconto dell’isola, con un turismo lento, che abbia rispetto dei piccoli borghi, alla scoperta dei territori anche interni».

Ci sono altre questioni secondo lei da valutare?

«Ci sono e non solamente culturali ma anche pratiche, come l’approvvigionamento energetico, tutte le azioni di salvaguardia della biodiversità, sia marina che terrestre. È un complesso di azioni e credo che questo progetto 2035 veda il futuro dell’isola da tante sfaccettature, in maniera poliedrica». —


 

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