«Il nostro turismo sia sempre più green, è questa la strada giusta»
Il coordinatore della Gestione associata Niccolò Censi è fiducioso: «L’Elba è un paradiso, abbiamo la fortuna di partire da basi solide»
Elba 2035 è il progetto di Acqua dell’Elba attraverso il quale l’azienda sta coinvolgendo alcune dei più importanti portatori di interesse dell’isola per raccogliere le idee e costruire l’Elba del futuro. L’obiettivo è arrivare ad elaborare il primo Manifesto della Sostenibilità. Il Tirreno, in vista del prossimo e decisivo incontro del 10 dicembre, pubblicherà le interviste ad alcuni degli interlocutori coinvolti nel progetto.
L’Intervista
La visione dell’Elba tra 15 anni è più che positiva per l’avvocato Niccolò Censi, consigliere del comune di Capoliveri e, da pochi mesi, coordinatore della Gestione associata per il turismo, è pronto a collaborare al progetto “Elba 2035” presentato da Acqua dell’Elba.
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Come vede l’Isola d’Elba nel 2035?
«Sicuramente bene. Non posso che vederla in maniera positiva, visto che partiamo già da una base solida. Nel corso degli anni, grazie alla sinergia con cui sono state portate avanti le azioni su tutto il territorio elbano, siamo riusciti a creare un ambiente già di per sé salubre, invidiabile. E come tutti sanno l’Elba è un paradiso terrestre, il mare, le colline le montagne, la vegetazione, tutte meraviglie che la natura ci ha donato e diciamo che non possiamo lamentarci rispetto ad altre realtà sia turistiche che cittadine. Quindi partiamo da un livello nettamente alto. Siamo stati bravi a rispettare e salvaguardare la natura con un impegno costante, profuso da tutta la comunità che vive in questa splendida isola».
E quindi si parte da una buona situazione dal punto di vista ambientale?
«Questo è un punto di partenza che pur avendo uno standard elevato, si può e si deve innalzare. Dobbiamo essere sempre attenti a queste tematiche. Sono le questioni del futuro, perché da questo dipende la nostra possibilità di vita futura e del turismo. Il nostro è un turismo ambientale, è votato alla sensibilizzazione dell’ambiente, al green, agli sport ecosostenibili come la mountain bike, il trail, il trekking. È ormai assodato che sono parte del turismo elbano e sono fondamentali per allungare la stagione turistica».
Da dove si parte per intraprendere questa nuova strada?
«In questo senso possiamo migliorarci attraverso il dialogo, naturalmente. Che deve avvenire sia verticalmente che orizzontalmente, a tutti i livelli istituzionali. È però un progetto che soprattutto deve partire dal basso, dai cittadini, da tutti noi. E questo può avvenire passando assolutamente attraverso la sensibilizzazione, soprattutto giovanile. Ed ecco che eventi come “Elba 2035” sono indispensabili per la sensibilizzazione dei ragazzi, giovani e giovanissimi ma non solo, anche dei più grandi. Insomma di tutti i cittadini, perché il lavoro in questo senso non è mai abbastanza, maggiore è l’attenzione maggiore sarà il risultato. Il dialogo e i tavoli di lavoro con cui è partito “Elba 2035” possono far emergere le criticità e le problematiche che devono ancora essere risolte ma naturalmente anche tutte le basi solide e i punti forti che l’isola d’Elba ha e su cui dobbiamo puntare e spingere in modo che possano emergere sempre di più eliminando le criticità. Dobbiamo insieme avere un unico obiettivo da raggiungere unendo le forze con lo scopo di salvaguardare la nostra isola e farla elevare sempre di più nell’ambito turistico nazionale e internazionale, in modo tale da far risplendere ancora di più quella luce di cui già risplende». —
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