Gioco
«Fiera in Fiera è stata una scommessa vinta Ora avanti coi progetti, non staremo fermi»
Rivola (Sefi): «Questo complesso ha caratteristiche di eccellenza nella fascia costiera e si presta a iniziative importanti»
Il bilancio
“Fiera in fiera” è stata una scommessa vinta. Molto soddisfatto il presidente della Sefi, Edoardo Rivola, che nel fare un bilancio dell’iniziativa (svoltasi sabato e domenica scorsi) sottolinea la necessità di ripensare all’utilizzo del centro fieristico venturinese. Questo sulla scia anche del nuovo decreto del presidente del consiglio, che vieta l’organizzazione di fiere locali, ma soprattutto delle nuove abitudini che emergeranno alla fine dell’emergenza sanitaria in un settore, quello fieristico, già provato dalla crisi.
«È vero – risponde Rivola - è stata una scommessa perché in una fase come questa, nella quale, alle prese con gli effetti della pandemia, sanitari, economici e psicologici, sviluppare iniziative che facilitino e soprattutto che incentivino l’incontro tra domanda e offerta è molto complicato. Una scommessa in cui per prima ha creduto la sindaca, Alberta Ticciati, che come di consueto non solo ci stimola ma ci sostiene in tutti i modi per creare occasioni di questo tipo».
“Fiera in Fiera” è riuscita a dare un piccolo contributo per la promozione del territorio, al commercio e alla qualità della vita delle persone che hanno poche occasioni o possibilità per riempire i fine settimana con un po' di svago. «Parliamo del commercio – prosegue - uno dei settori più sacrificati in questo 2020, che ha visto coinvolti una cinquantina di operatori economici nel polo fieristico, con circa 3.000 presenze in due giorni; numeri importanti di questi tempi ma che hanno consentito il pieno rispetto delle misure anti Covid. La fluidità degli accessi, spalmati nel corso delle giornate e il prezioso supporto offerto dalla Croce rossa di Venturina, a cui vanno i nostri ringraziamenti, come anche al nostro personale; tutti insieme hanno contribuito al buon esito dell’evento che, mi preme sottolinearlo, è stato realizzato a costo zero e quindi senza oneri a carico della pubblica amministrazione, autofinanziato con un contributo tariffario “minimo” da parte degli operatori economici che si sono mostrati molto soddisfatti per l’opportunità e per i risultati conseguiti. Ci hanno chiesto da più parti se occasioni analoghe verranno riproposte e la risposta del Cda di Sefi, condivisa in pieno dall’Amministrazione, è sicuramente affermativa».
Ma le prospettive del settore fieristico non sono delle migliori. «Al di là della sospensione di attività fieristiche – precisa - quello che realmente ci preoccupa è il futuro del settore anche dopo la fase dell’emergenza sanitaria. Le abitudini delle imprese e dei cittadini ne usciranno modificate sensibilmente e pensare a occasioni di aggregazione all’interno dei poli fieristici non so quanto sia realistico». Cosa bisogna fare dunque per continuare a far vivere il polo fieristico venturinese? Servono nuove idee per il futuro. «Credo che sia necessario individuare nuovi utilizzi per valorizzare un complesso che possiede caratteristiche logistiche e strutturali di eccellenza nella fascia costiera e che ben si presta a realizzare progetti importanti – ribadisce il presidente Sefi - Potrebbe essere destinato a iniziative in grado di fungere da epicentro di una economia circolare che abbracci tutta la Toscana; di questo stiamo parlando con la sindaca con cui stiamo lavorando per renderle realizzabili, ma non è il momento di anticiparle anche perché dovremo adeguarci senza soluzione di continuità alla dinamica della pandemia. Posso però affermare che il polo fieristico non resterà inerme». —
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