Sicurezza
Aree di crisi, ora c’è Anselmi «Progetti e azione con rapidità»
Malgrado i tanti ostacoli presto sarà Sottosegretario alla Presidenza della Regione «Gli attacchi della destra? Io parlo con tutti, per me hanno già risposto gli elettori»
Per Gianni Anselmi è più di una rivincita. Non piacerà al consigliere regionale questa definizione, ma certo la sua corsa ad ostacoli, dalla sofferta candidatura fino al boom-boom alle elezioni, e infine, alle deleghe di grande responsabilità attribuitegli dal presidente della Regione Eugenio Giani, è degna di un politico autentico, con una marcia in più come si suol dire. Senza piaggeria, ma raccontando semplicemente la realtà dei fatti.
Anselmi ha ricevuto ufficialmente da Giani come consigliere delegato questi ministeri regionali: Programmazione regionale, Programmazione territoriale negoziata, Concertazione, Partecipazione della giunta ai lavori delle Conferenze delle Regioni, Stato-Regioni, e unificata; rapporti tra giunta e consiglio regionale, Aree di crisi complessa (Piombino e Livorno) inclusi i relativi tavoli di crisi, Politiche per il mare, costa e isole, Presidio regionale per il Recovery Plan (fondi europei). Insomma, un lotto di competenze che non spaventa affatto Anselmi - al suo secondo mandato e due volte sindaco di Piombino sempre con il Pd - il quale ieri ha pubblicamente ringraziato sui social il presidente Giani per la fiducia assicurando il massimo impegno.
Per l’ex sindaco che prima delle elezioni ha trovato qualche resistenza nel suo stesso partito e che ha sdraiato la Lega e il centrodestra malgrado i sondaggi, la sua qualifica cambierà presto, quando diventerà Sottosegretario alla Presidenza della Regione.
Questo al di là delle prese di posizione di questi giorni del centrodestra (Fratelli d’Italia soprattutto, il partito del sindaco Ferrari) che hanno evidenziato come Piombino in Regione non era presente in giunta e non aveva deleghe. Beh, non è così, tutt’altro. Anselmi però non vuole entrare in polemica: «Non ho alcuna voglia di rispondere, ci hanno già pensato gli elettori. Non è la prima volta che mi trovo a mortificare le idee che qualcuno avrebbe su di me». Anselmi la liquida così, e guarda ai problemi veri. Morde il freno per entrare in modalità pienamente operativa: «Sono orgoglioso e mi fa immenso piacere lavorare su questi temi. Il turismo, le isole, le aree di crisi complessa di Livorno e Piombino. Coordinerò per la Regione tutti i lavori degli accordi di programma sui tavoli di crisi nelle due aree (le uniche nella regione ndr). È molto motivante ed è necessario coinvolgere le istituzioni locali perché serve una progettualità».
Alla base di tutto il lavoro il consigliere delegato indica una partenza rapida per poter dare concretezza alla mission. «Su Piombino il piano industriale va scandito in modo serrato. C’è il tema delle infrastrutture che è decisivo per lo sviluppo, e dove si dovranno valutare i finanziamenti europei». Si parla di Recovery plan che potrebbe essere di grande aiuto e che rientra tra le deleghe di Anselmi. «Comunque serviranno progetti per accedere ai finanziamenti e per realizzarli. Su bonifiche, riconversione industriale, e tanto altro perché si sta ancora lavorando sulle idee del 2012». Anselmi d’ora in avanti ai tavoli di crisi avrà un ruolo ancora più importante nella vicenda delle Acciaierie: «Sul Piano industriale di Jsw occorre andare a fondo e, ripeto, in tempi rapidi».
Attribuisce ovviamente grande importanza ai porti. «Non si parte da zero sui porti, ma occorre capire come il sistema portuale possa incrementare la mobilità sostenibile delle merci e delle persone; c’è poi il versante delle connessioni digitali infrastrutturali, stiamo vedendo quanto serva con la Dad. La regione su questo sta investendo molto anche se i ragazzi devono tornare a scuola il primo possibile».
Il consigliere piombinese si dice aperto a tutte le amministrazioni comunali, di qualsiasi colore, e conclude: «Obiettivo prioritario è creare occasioni per partire velocemente sulle cose da fare coinvolgendo tutti i soggetti privati e pubblici. Le cose da fare sono tante, il nostro problema è la lentezza con cui sono state aggredite. Dobbiamo rinnovare il sistema produttivo, infrastrutturale, utilizzare l’economia circolare come le bonifiche che aprono spazi a nuove imprese oltre che per il risanamento del territorio. Sul turismo qualche cifra. Costa degli Etruschi conta poco meno di 6 milioni di presenze e 3 milioni l’Elba, l’agricoltura è di prim’ordine, poi i borghi. Ma ripeto, occorre un lavoro rapido e intenso di collaborazione e progetti per mobilitare risorse europee, locali e governative». —
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