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«Sull’ex Centrale Enel troppi temi in sospeso»

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«Sembrerebbe impossibile ma il principio “chi inquina paga”, è il concetto fondante di tutta la disciplina delle bonifiche e della riparazione del danno, anche a livello comunitario. Questo principio in base alla legge italiana 152 si dovrebbe applicare anche nei nostri siti inquinati, quelli dalla grande industria e quelli dell’ex Centrale Enel». Parte da questa premessa il portavoce di Ascolta Piombino Riccardo Gelichi. Che sottolinea: «I cassetti sono pieni di studi di fattibilità, spesso usati dalla politica di turno per fare il comunicato del giorno. Ad oggi, per esempio, non abbiamo alcuna verifica dell’attuazione degli Accordi di programma sulle bonifiche del Sin, come non abbiamo visto alcun piano di demolizione dell’ex Centrale Enel, tanto meno progetti di bonifica, ancora meno progetti di conversione industriale».

Gelichi mette sul tavolo un paio di domande: «Tirano giù le torri e noi siamo tutti contenti, e dopo? E quando? ». E prosegue: «Intanto la corsa a intestarsi la paternità dell’avvio delle demolizioni delle torri di quest’amministrazione è in perfetta sintonia col passato: l’annuncio, la passerella; se ne discute tanto, addirittura da farne argomento politico. Oggettivamente sarebbe un percorso avviato nel 2018, per attestarsene la paternità ci vuole coraggio».

Il portavoce di Ascolta Piombino allarga l’orizzonte rispetto all’ex Centrale: «Nessuno ci dice niente delle bonifiche e del recupero del territorio industrializzato non più in uso, se non una flebile e generica promessa di avvio dei procedimenti, ma quali procedimenti? Anche in questo caso, un impegno dei comitati ambientalisti sarebbe utile, ma probabilmente saranno impegnati su altri argomenti. Quando riusciremo a capire che gli sforzi del Comune devono essere quelli di dialogare costantemente col ministero dell’Ambiente e con la Regione per cercare soluzioni? Di certo non aiuteranno gli scoop televisivi o quelli giornalistici». E conclude: «Poi ci sarebbe la programmazione: se per l’ex Enel l’outlet poteva essere ridondante, non abbiamo ancora capito cosa vuole costituirci la società che ha fatto il preliminare di vendita con Enel, quali saranno i tempi, e come si vuole affrontare il tema dell’ex porto Enel. Nel frattempo, ci si appresta a cambiare l’uso delle aree, sempre perfettamente in linea col passato. Mentre Piombino attende un cambiamento, almeno di metodo». —

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