Toscana
Riunita la Comunità del Parco Cinghiali, si aspetta la Regione
portoferraio
Si riunisce questa mattina all’Enfola l’assemblea della Comunità del Parco. Lo annuncia il presidente, nonché sindaco di Portoferraio, Angelo Zini. La prima convocazione è prevista alle 9,30. Qualora non ci fosse il numero legale, sarà aggiornata alle 10,30 in seconda convocazione. Oltre alla richiesta del parere obbligatorio sul bilancio di previsione dell’ente parco, i consiglieri sono chiamati a discutere l’emergenza rappresentata dalla presenza di ungulati sul territorio insulare e prendere atto degli ultimi aggiornamenti. «L’argomento era stata già ampiamente affrontato e discusso in occasione della precedente convocazione – ha detto Angelo Zini –. L’altra volta ci eravamo lasciati con il proposito di affrontare di nuovo la discussione appena si era costituita la giunta alla Regione Toscana. Perché è con essa che dobbiamo rapportarci e discutere, Nel frattempo – ha continuato il presidente – sono stati effettuati tutti i passaggi che ci eravamo preposti e gli incontri con la Coldiretti provinciale, l’Atc10, le associazioni di categoria. A chiudere il cerchio delle consultazioni ci mancava di conoscere le persone che sarebbero andati a governare la Regione insieme con il presidente Giani. Oggi siamo a questo punto». Tutti i componenti e i consiglieri che fanno parte dell’assemblea nella seduta precedente hanno dimostrato una condivisione di pareri. «Hanno espresso a larga maggioranza – ha specificato il presidente del Oarco nazionale dell’Arcipelago Giampiero Sammuri – la volontà di andare alla eradicazione di questi animali selvatici. Con quali modalità e tempi sarà tutta da stabilire». «Non è che – ha sottolineato il sindaco di Capoliveri Walter Montagna - con la revoca della destinazione di area vocata al cinghiale che interessa circa il 50 per cento del territorio elbano, si risolve il problema della presenza del cinghiale sui nostri territori. Occorre che la Regione si pronunci, assumendo direttamente le iniziative connesse alla definitiva eliminazione degli animali nel territorio escluso dalla diretta competenza del parco nazionale». La paura di Montagna è che alla fine il problema ricada tutto sulle spalle e sulle responsabilità dei sindaci. —
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