La protesta
«In isolamento per 7 giorni senza sintomi, aspettando l’esito del tampone»
Giuseppina Aruta il 21 ottobre al “drive through” di Piombino ha fatto l’esame lo stesso giorno e ora del compagno a cui il risultato è arrivato in 48 ore
PIOMBINO
«Da sette giorni aspetto l’esito del tampone per il Coronavirus. Non ho sintomi, ma sono costretta a restare a casa in isolamento fiduciario perché dall’Asl Toscana Nord ovest non mi comunicano il risultato». Così descrive la situazione di limbo in cui è precipitata Giuseppina Aruta, spedita il 21 ottobre da Rosignano al “drive through” dell’ospedale di Piombino. A dilatare l’attesa è soprattutto la differenza di sorte che le è toccata rispetto al suo compagno Fabio Masi. Anche lui, lo stesso giorno e alla stessa ora, si è presentato a Villamarina per effettuare il tampone direttamente in auto. «A lui il referto è arrivato nel giro di 48 ore – dice –. E fortunatamente è risultato negativo. Del mio esame, invece, per giorni non sono riuscita a venire a capo del risultato».
Aruta non si è persa d’animo e si deve alla sua determinazione e a quella del compagno se alla fine la risposta che nessuno le ha saputo dare è riuscita ad averla. «Da subito e a tutti quelli a cui mi sono rivolta ho fatto presente che sono residente a Milano e che non riuscivo a trovare l referto nel mio fascicolo sanitario», dice. Ma è un’indicazione che è rimasta inascoltata.
Solo dopo una settimana di tentativi a vuoto grazie all’aiuto di un medico che si è avvalso della rete di altri colleghi sanitari è risalita alla fonte. «I tamponi fatti a Piombino vengono processati in laboratorio all’ospedale di Livorno – spiega –. Ed è qui che alla fine mi sono rivolta e sono riuscita a sapere dell’esito dell’esame che ormai davo per perso. E fortunatamente è negativo». Che aggiunge: «Non mi capacito di come di fronte alle mie richieste nessuno abbia avuto lo scrupolo di darmi l’indicazione di chiamare Livorno. Capisco la particolarità della situazione e che gli operatori sanitari sono sovraccarichi, ma almeno ricevere uno straccio di risposta e non vivere la sensazione di trovarsi di fronte a un muro di gomma sarebbe dovuto». Così si è sentita dopo giorni di chiamate a vuoto e rimpalli. Fino ad avere il dubbio che «l’esame fosse andato perso – dice –. Ho telefonato a vari numeri senza successo. Anche a quello del portale della Regione dedicato ai referti non rispondono. Una volta ho atteso per oltre un’ora a vuoto». —
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