Sicurezza
«Il Dpcm? Una legnata, purtroppo a pagare è chi rispetta le regole»
PORTOFERRAIO
«Il nuovo Dpcm darà una nuova legnata al settore della ristorazione e dei bar. I ristoranti, chiudendo alle 18, non lavoreranno, questo è evidente. E anche a pranzo, considerato il massiccio ricorso allo smart working, i lavoro sarà ridotto al minimo». Franco De Simone, presidente di Confesercenti Isola d’Elba, commenta in questo modo le misure adottate dal governo Conte con il nuovo decreto, firmato nella notte tra sabato e domenica. «Quello che dispiace è che a pagare per tutti sono gli imprenditori dei settori della ristorazione e dei bar che durante questi mesi hanno rispettato le regole e hanno investito risorse importanti per andare incontro a quanto veniva loro imposto o consigliato».
Una nuova mazzata, dunque, arriverà. All’isola d’Elba, forse, un po’ meno pesante rispetto a quella che si dovrà sopportare nel resto della Toscana. «Il dato positivo è legato al buona andamento della stagione estiva. I nostri ristoratori hanno lavorato, forse meglio e di più rispetto al recente passato. Questo dà all’Elba qualche energia in più per sopportare le nuove restrizioni che, basta passare il canale, si faranno sentire molto. Credo che in particolare saranno le attività nelle città d’arte a subire dei contraccolpi pesanti».
In questa parte dell’anno sono già diverse le attività di ristorazione, bar, pub e gelaterie che hanno chiuso i battenti o stanno per farlo in questi giorni.
È chiaro, tuttavia, che il nuovo Dpcm peserà molto sulle attività, in particolar modo a Portoferraio, che restano aperte per tutto l’anno o comunque per diversi mesi. —
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