Gioco
«Una fondazione per gestire tutte le opere di Bolano»
Nel giorno dell’ottantaquattresimo compleanno dell’artista scomparso l’appello di Alessandra Ribaldone agli amici del marito: «Date una mano»
Alessandra Ribaldone, la vedova di Italo Bolano, tornerà all'isola perché oggi il compianto artista, deceduto di recente, suo marito, avrebbe compiuto 84 anni. In tale occasione la moglie sarà al cimitero della Misericordia per ultimare dettagli dell'avvenuta sepoltura. Non solo, sarà qua per riallacciare i rapporti con tutti coloro che hanno voluto bene al pittore e scultore espressionista astratto. Infatti nella cerimonia funebre Alessandra aveva detto: «Tutti siete chiamati ad aiutarmi nel prossimo futuro, siete gli amici che hanno fatto percorsi di vita insieme ad Italo e spero che possiate impegnarvi con me per realizzare una Fondazione dedicata a lui, al fine di rendere l'Open Air Museum di San Martino, che Italo aveva creato negli anni 60 del 1900, un centro culturale e artistico che dovrà avere solide basi giuridico- economiche per gestire iniziative culturali rivolte ai giovani, alle scuole, aperto a chiunque; un luogo sereno e di pace, che lui definiva l'isola nell'Isola». In quel luogo sono raccolti 30 monumenti in ceramica, acciaio e vetro Dallas, realizzati dall'artista che vivono in armonia in un parco di essenze mediterranee, luogo dove lavorava incessantemente e sono raccolte anche 30 opere artisti europei. «Inoltre – aveva concluso Alessandra – ci saranno da curare decine di opere del suo Museo diffuso, presente in ogni comune dell'Elba, ma anche le ceramiche donate al comune di Portoferraio, presenti al Forte Falcone, dentro le mura medicee, dove è stato creato il Museo d'arte contemporanea. Una impresa non da poco. E infine, al momento opportuno, farò riportare nella sua Valle dell'arte di San Martino le sue ceneri, custodite ora al cimitero dei Neri temporaneamente. Sulla sua tomba c'è il Cristo in ceramica che può essere definita l'ultima opera del suo Museo diffuso dell'isola». Alessandra aveva conosciuto Bolano quando aveva 12 anni e la sua famiglia veniva periodicamente all'Isola frequentando il Giardino dell'arte di San Martino, una conoscenza che si è protratta negli anni finché, in età matura, tra i due è scattata la scintilla dell'amore, durata 18 anni e purtroppo interrotta dalla morte dell'artista. Un sentimento forte che di certo sarà in ogni caso eterno. E la moglie ha fornito al Tirreno preziosa documentazione sul Museo Diffuso per cui ecco illustrate nell'apposito spazio tutte le opere esistenti nei vari comuni dell'isola, create negli anni da Italo Bolano, diventato nel tempo e per sempre, uno dei più importanti espressionisti astratti della nostra epoca, esponendo la sua arte, oltre che nella sua amata Elba, nei più importanti palazzi storici e gallerie d'Italia e d'Europa. —
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