Il dolore
De Rosas caustico «Gioco di poltrone senza un’idea»
piombino
«Un governo della città in grandissima difficoltà. Siamo all’ennesima girandola di poltrone arrivata dopo alcune settimane di silenzio e tensione. Deleghe assegnate e tolte senza nessuna motivazione. Assessori che si dimettono giusto il tempo di una variante e poi tornano. Il sindaco che avoca a sé quante più deleghe riesce a sottrarre ai suoi collaboratori». È un’analisi dai toni duri quella del segretario di Federazione del Pd Simone De Rosas dopo il rimpasto di giunta. Anche perché - aggiunge - al di là delle poltrone nel frattempo «nessuna idea ad accompagnare questi cambiamenti. Nessuna visione che interessi il futuro dei cittadini di Piombino. Sembra, infatti, calzare perfettamente l’idea proposta dai consiglieri comunali di minoranza che raccontano di una difficoltà ormai totale in seno alla maggioranza nel condividere un progetto».
Secondo De Rosas il “tutti contro” «che aveva pagato alle elezioni del 2019, si rivela oggi un totale fallimento politico, prima ancora che amministrativo. E, poco importa se alla fine le caselle torneranno ognuna al suo posto, la sensazione palese è quella di una “nave senza nocchiere in gran tempesta”, per scomodare Dante».
De Rosas quasi difende Palombi «di fatto sfiduciato e “salvato” solo per l’intervento di Forza Italia che ha minacciato la caduta della giunta, ma privato della delega alla Sanità, quella in cui è sicuramente esperto e capace. Palombi paga - prosegue - l’aver affermato nell’ultimo consiglio comunale che le istituzioni (anche quelle di colore opposto) hanno ben lavorato fino ad oggi e che ora tocca all’Azienda sanitaria dare concretezza alla sua azione».
Affermazioni che - secondo il segretario del Pd - avevano visibilmente contrariato il sindaco «incline solo a condurre campagne elettorali permanenti e quindi nell’impossibilità di riconoscere meriti agli avversari politici. Troppo lucido e realista Palombi, forse anche troppo preparato in materia sanitaria e che, paradossalmente, resta titolare dell’urbanistica dopo la confusione generata intorno alla variante “Rimateria”, con il piano strutturale trovato già pronto dalla passata amministrazione e ancora giacente in un cassetto e con il Piano operativo, avviato insieme alla variante, senza essersi mai confrontato con nessuno».
Poi c’è Ferracci, professionista di indubbie capacità, dice de Rosas, «che esce dalla giunta per non dover dare spiegazioni sulla variante di cui si dice fosse fermamente contrario, che oggi rientra come se nulla fosse accaduto. Il gruppo consiliare di maggioranza che sembra scricchiolare pericolosamente e che, stando alle voci che circolano in città, sarebbe pronto a perdere altri pezzi dopo la cacciata di Ascolta Piombino». A fare le spese di questa ulteriore scomunica «sarebbero altri consiglieri “civici”, spostando ancora di più l’asse del governo della città sull’estrema destra di FdI e Lega e nelle mani del sindaco. Fanno bene i consiglieri a chiedere che il sindaco riferisca in consiglio comunale della reale capacità di guida che ancora conserva la sua giunta. Ancora meglio sarebbe se la maggioranza spiegasse dove vuole portare Piombino. La sua industria, la sua sanità, il suo porto, il suo settore turistico e quant’altro».
Insomma, un gioco di poltrone e poco altro, a parte qualche evento estivo e la variante Rimateria. —
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