Finanza
«Beni comunali, gestione fallimentare»
Tante critiche e nove consigli dell’associazione Responsabilità in Comune: «Il Coppedè? Il Comune lo venda a un euro»
PORTOFERRAIO
Nove suggerimenti all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Zini e una lunga serie di critiche per la gestione dei beni comunali e demaniali dei beni comunali e demaniali e della loro gestione che «appare deficitaria per non dire fallimentare». L’associazione Responsabilità in Comune non le manda a dire all’amministrazione comunale e, con un corposo intervento pubblico inviato alla stampa, mette in evidenza alcuni punti deboli della amministrazione portoferraiese. «I beni comunali più che gestiti male, non sono gestiti affatto se si pensa che si tratta dei seguenti immobili: ex Macelli, palazzo Coppedé, edificio ex Polstrada, edificio vecchia posta, enoteca, ex battaglione della Guardia di Finanza, Arsenale delle Galeazze nel quale, dopo la chiusura dell’unico mercato di alimentari in centro, si vuole creare un museo del mare, idea che troviamo costosa, inutile, inadeguata anche in considerazione del fatto che al momento l’unica cosa che sappiamo per certo è che ci verrà piazzato uno scheletro di megattera in plastica acquistato in Francia, megattera che – peraltro – non è neanche presente nelle nostre acque». L’attacco dei Responsabili riguarda il decoro del centro storico, il far west dei suoli pubblici e delle concessioni demaniali ma non si limita ad essere una mera critica. L’associazione, infatti, ha stilato una serie di “suggerimenti” rivolti alla giunta Zini. In primis «abbattere gli ex macelli, riqualificare l’area e, per esempio, predisporvi un parcheggio», quindi «riportare l’Arsenale alla vecchia attività, magari incentivando mediante il sollevamento da parte dei tributi, le aziende alimentari elbane (e ce ne sono) a rimettere i banchi nella prestigiosa sede.
I Responsabili chiedono di «riconsiderare la possibilità di spostare tutte o comunque molte delle scuole (almeno quelle che attualmente sono in centro storico) nei palazzi ex battaglione o altra sede comunque fuori dal centro e di mettere in vendita il palazzo di Coppedé ad un euro con l’obbligo per l’acquirente di restaurarlo per poi farci l’attività che preferisce». Non solo. «Si dovrebbero revocare e rivedere a termini di legge tutti i suoli pubblici che sono stati concessi in evidente infrazione delle norme stradali; revocare e mettere a bando le concessioni delle spiagge, magari riducendole di numero, favorire la ciclabilità urbana con l’istituzione di sensi unici con a destra una pista ciclabile, abbattere le barriere architettoniche su marciapiedi e aree pedonali e contrastare il degrado urbano nel centro storico favorendo l’utilizzo del bonus facciate».
«E magari, e chiudiamo davvero – dicono da Responsabilità in Comune – dar seguito alle promesse e predisporre i piani di cui abbiamo parlato e che sperabilmente potrebbero portare almeno ad una parziale rinascita di Cosmopoli». —
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