Il Tirreno

Giuria, scuola e carcere si collegano per assegnare il Premio Emanuele Casalini

Francesca Lenzi
Giuria, scuola e carcere si collegano per assegnare il Premio Emanuele Casalini

Oggi alle 14 l’edizione numero 19, tutti online a causa del Covid Appuntamento coi detenuti in memoria dell’ex preside dei licei 

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la cerimonia

Nel film “Le ali della libertà” Red, interpretato da Morgan Freeman, spiega che «certe notti sono interminabili in prigione, quando sei solo nell’oscurità con i tuoi pensieri il tempo si allunga come una lama». Talvolta le parole possono accorciare il tempo e diffondere la luce, ricordando che nessuno è davvero solo a questo mondo. È arrivato alla XIX edizione il premio letterario nazionale “Emanuele Casalini” riservato ai detenuti delle carceri italiane. Nel 2002, quando nacque, era il primo del genere e, organizzato dall’Università delle Tre Età – Unitre e dalla San Vincenzo de Paoli (dal 2007 da Unitre, Salone internazionale del libro di Torino e Presidi del libro del Piemonte), che svolgevano da anni opera di volontariato nel penitenziario di Porto Azzurro, fu dedicato alla memoria di Casalini, preside e professore dei licei di Piombino che, proprio ai carcerati aveva fatto amare l’arte della parola scritta. Dopo i primi due anni la premiazione dei vincitori (di prosa e di poesia) è diventata itinerante in varie prigioni.

Nel 2020 la cerimonia torna a Porto Azzurro ma in una versione online a causa del Covid. Si terrà oggi alle 14 con collegamenti fra giuria, scuola e carcere. La giuria è formata da Ernesto Ferrero (presidente), Fabio Canessa, Gustavo Cuccini, Girolama Cuffaro, Raffaella D’Esposito, Roberta Bellesini Faletti, Gian Arturo Ferrari, Carla Sacchi Ferrero, Paolo Ferruzzi, Pablo Gorini, Marco Pautasso. Saranno presenti poi in collegamento direttamente dalla scuola la classe 4E Scienze umane del liceo di Piombino, e i detenuti da Porto Azzurro. «Sono in giuria ormai da tanti anni – spiega Canessa, professore e critico piombinese – Il premio nel tempo è cresciuto fino ad avere 5-600 opere inviate da tutta Italia. Purtroppo il Covid ha ridotto quest’anno la partecipazione, ma resta un appuntamento importante dove si possono scoprire talenti veri».

Le opere dei vincitori e quelle segnalate dalla giuria vengono poi raccolte in un libro dal titolo “L’altra libertà”.

«Per molti anni è stata la Provincia a sostenere la pubblicazione del volume – afferma Lucia Paperetti, vedova Casalini – È subentrata quindi la Regione che, nella persona di Enrico Rossi, ha seguito con entusiasmo l’iniziativa. Spero che anche il nuovo presidente possa continuare in tal senso. Da qualche anno nel volume inseriamo volentieri alcuni pensieri dei detenuti sul premio. C’è chi ci ringrazia e chi pensa che la scrittura in carcere sia una medicina per l’anima. Quello che facciamo proviamo a farlo con semplicità ma nel migliore dei modi, ad esempio con una giuria importante. Inoltre, da tanti anni abbiamo la medaglia di riconoscimento del presidente della Repubblica, del Senato e della Camera». Accanto alla signora Lucia, anche lei ex professoressa, da quest’anno c’è Gabriella Raimo, ora in pensione ma dirigente sino a poche settimane fa dell’Isis Carducci Volta Pacinotti (sostituita da Sabrina Zottola). «La signora Casalini mi ha chiesto di aiutarla con l’organizzazione del premio e lo faccio volentieri – dice Raimo – Nonostante le difficoltà della cerimonia online, abbiamo cercato di fare il massimo».

«Ormai sono a capo della giuria da tanti anni – commenta Ernesto Ferrero, scrittore e critico, a lungo direttore del Salone del Libro di Torino – Una giuria che si amplia e si rinnova, convinta dell’utilità di questa iniziativa. Come dico sempre, leggere e scrivere sono i modi migliori che abbiamo per capire qualcosa di noi e del mondo. Figuriamoci in una situazione difficile come quella del carcere, e oggi con la pandemia che complica ulteriormente le cose». —



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