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Cede parte del tetto del Palazzo Coppedè: «Ora l’emergenza si deve affrontare»

Luca Centini
Cede parte del tetto del Palazzo Coppedè: «Ora l’emergenza si deve affrontare»

Lanciano l’allarme l’ex sindaco Ferrari e l’ex assessore De Santi: «Tutti sanno che ci vive qualcuno, aspettano forse la tragedia?»

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PORTOFERRAIO. Cede una parte del tetto del palazzo Coppedè, nella zona portuale della città. A lanciare l’allarme sui social sono stati l’ex sindaco di Portoferraio, Mario Ferrari, e l’ex assessore Claudio De Santi, ambedue architetti. Sono gli stessi che, a poche settimane dalla scadenza del loro mandato amministrativo alla Biscotteria nel maggio dello scorso anno, fecero un blitz all’interno del Palazzo divenuto luogo di cui gli abusivi avevano preso possesso, per sgomberare e liberare la struttura ritenuta pericolante e insicura dagli eventuali occupanti.

L’operazione si concluse murando il portone di accesso, dopo essersi assicurati che all’interno di essa non si fosse attardato nessuno.Ora, dopo il crollo, il pericolo è reale. «Chi sta sotto è in pericolo - dicono sia Ferrari che De Santi - Qualcuno faccia qualcosa prima che sia troppo tardi».

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Si firmano i nuovi “pasquini”, facendo riferimento ai molti post che sono apparsi sul web con questa firma, a seguito di una serie di proteste dei cittadini nei confronti dell’operato degli attuali occupanti della Biscotteria. I due “pasquini” del tutto particolari (cioè Mario Ferrari e Claudio De Santi), si sono concentrati sulla stato attuale del Palazzo Coppedè.

«Agli attenti osservatori - scrivono Ferrari e De Santi – come si può vedere dalle foto il palazzo in questione risulta, visto dall’alto, con tetto franato nelle travi portanti. Presumibilmente ha ceduto la trave portante mezzana. Ce ne siamo accorti oggi e subito lanciamo l’allarme. Sotto probabilmente, come ben si sa a Portoferraio da tempo, ci vive qualcuno, di cui nessuno dall’inizio di questo mandato amministrativo si è preoccupato. Non è che si aspetta una tragedia? Dopo il tentativo di sgomberarlo da parte della nostra amministrazione comunale, non certo per effettuare un blitz anti-immigrati come all’epoca fu detto ma per evitare un’emergenza (sanitaria ma soprattutto strutturale) che invece si è già verificata, tutto è andato dimenticato come molte altre cose da parte della attuale Amministrazione. Cosa si aspetta ancora a intervenire? L’assenza di iniziative degli attuali governanti ferrajesi è forse provocata dalla paura di dover evacuare definitivamente la struttura fatiscente di Palazzo Coppedè e non saper dove sistemare le persone che vi trovano rifugio?».

«Non c’è tempo per ulteriori esitazioni – concludono Ferrari e De Santi – quello che abbiamo rilevato è ancora più evidente viste le forti piogge previste in queste ora: qualcuno faccia qualcosa prima che sia troppo tardi». —


 

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