Toscana
Pratiche operative e accessi nelle Rsa, in arrivo la nuova ordinanza regionale
Tra le novità, l’introduzione obbligatoria di forme di comunicazione con l’esterno Previsto il monitoraggio degli ospiti e degli operatori
PIOMBINO
Massima attenzione alla protezione degli anziani nelle Rsa. In Val di Cornia sono circa 140, distribuiti nelle strutture di San Rocco, Campiglia, Venturina e in quella privata del Falesia.
In Regione si sta lavorando al testo che aggiornerà le pratiche operative da seguire e regolamenterà gli accessi dei visitatori in questa nuova fase Covid. Il documento sarà pronto a giorni.
Il decreto firmato ieri dal presidente del consiglio Giuseppe Conte, stabilisce che le visite siano limitate «ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura, che è tenuta ad adottare le misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione».
«L’ordinanza regionale che ci è stata preannunciata, darà indirizzi più precisi», conferma Donatella Pagliacci, direttrice della Società della Salute Valli Etrusche.
È da capire se, dopo la riapertura agli esterni nel giugno scorso, pur fortemente condizionata da protocolli specifici, si richiuderanno i cancelli di Rsa, residenze per disabili e strutture analoghe.
A San Rocco, ad esempio, gli accessi, (sempre su prenotazione), ora sono di 20 minuti. Una sola persona al mattino e una al pomeriggio. Nel fine settimana raddoppiano e in totale salgono a 18. Essendo gli ospiti una quarantina, ognuno di loro può ricevere un familiare ogni 15 giorni. A volte settimanalmente poiché non tutti i congiunti optano per la visita, lasciando il loro posto ad altri.
A quel che è dato di sapere, l’ordinanza regionale introdurrà l’obbligo - non una semplice raccomandazione - di adottare forme di comunicazione stabili attraverso videochiamate. Disporrà anche l’esecuzione di test sierologici rapidi o tamponi molecolari «in ragione del maggior rischio espositivo e dell’esigenza di tutela della salute pubblica, a tutti gli operatori e ospiti». Si dovrà individuare in ogni struttura, un settore in cui isolare i casi sospetti. Nell’eventualità di una conferma, salva la necessità di un ricovero ospedaliero, la persona verrà trasferita in un modulo per le cure intermedie Covid. Per la zona Valli Etrusche, previo accordo con le istituzioni locali, la destinazione potrebbe essere quella dell’ospedale di Cecina.
Intanto il diurno di San Rocco è chiuso perché non è ancora separato l’ingresso con la Rsa come previsto. «In attesa, stiamo organizzando attività alternative per le 12 persone che ne usufruivano. A casa loro, con uscite e al Ciasa», spiega Pagliacci. —
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