Gioco
Indotto geotermico Le proposte a Roma sul tavolo del Mise
Monteverdi
Ha mantenuto la promessa fatta a Larderello, alla vigilia delle regionali, alle imprese dell’indotto geotermico la sottosegretaria allo Sviluppo economico, Alessia Morani. Il 6 ottobre una delegazione, guidata dal consigliere regionale Antonio Mazzeo, con alcuni sindaci, Carlo Giannoni presidente della Rete delle imprese dell’area geotermica tradizionale e Renzo Verdi, presidente dell’Associazione per lo sviluppo economico dell’Amiata, si è recata a Roma ed ha avuto un lungo colloquio con la sottosegretaria Morani.
È stato – a giudizio dei presenti – un incontro utile per la disponibilità della Morati ad approfondire le posizioni degli imprenditori e a considerare i loro suggerimenti nella messa a punto del Fer2, l’atteso (da mesi) decreto del governo che restituirà alla geotermia gli incentivi per lo sviluppo tecnologico e la produzione di energia elettrica nelle centrali Enel a vapore geotermico. La revoca di questi incentivi da parte del Conte 1 ha messo in grave difficoltà il settore, ha bloccato gli investimenti, ha creato serie preoccupazioni per il lavoro di oltre 3.000 posti nella sola Toscana. Si è trattato di una decisione politica che ha valorizzato in parte «posizioni di gruppi di pressione ampiamente minoritarie» sottolinea il memorandum che i rappresentanti delle imprese hanno lasciato a Morani.
Nel documento Riag e Asea hanno messo nero su bianco analisi e proposte per determinare un’utile scrittura del decreto Fer 2. Si parte dalla considerazione che la mancanza di incentivi, l’incertezza dovuta al rinnovo delle concessioni geotermiche, i ritardi delle autorizzazioni per gli impianti pilota «pregiudicano gli oltre 1.500 milioni di investimenti previsti per le modifiche alle centrali esistenti e di altri 700 milioni per gli impianti a reiniezione totale, già cantierabili». Le condizioni per lo sviluppo della geotermia nella fase di transizione previsto da Cop 21 per il totale abbandono delle fonti fossili, sono secondo gli imprenditori dell’indotto: l’incentivazione per il miglioramento tecnologico, la riduzione degli impatti ambientali, l’integrazione tra usi termici ed elettrici da promuovere con adeguate tariffazione, la semplificazione amministrativa, meccanismi che «favoriscano l’impiego delle aziende locali in questo settore», cioè la territorialità; e ancora il superamento dello stallo per il rinnovo delle concessioni.
In conclusione il documento presenta alcune proposte specifiche: incentivi sì, ma finalizzati a rendere economicamente vantaggiosi gli investimenti che riducano l’impatto ambientale e migliorino l’efficienza energetica; valorizzazione degli investimenti già programmati; ammissione agli incentivi gli impianti a reiniezione totale, a vapore o a flash con caratteristiche tecniche (indicate) molto stringenti. Tutto questo è ora sul tavolo del governo. L’indotto geotermico ora attende con fiducia la scrittura del decreto Fer 2, non meno interessati sono gli investitori, a cominciare da Enel Green Power che sul territorio gestisce le centrale che danno alla Toscana il 30% del fabbisogno in energia pulita. La novità: verrà preparato un apposito decreto per l’uso termico della geotermia per la popolazione. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google