Il Tirreno

Lutto in porto: addio a Franco Gimelli storico comandante dei rimorchiatori Neri

STEFANO TAGLIONE
Lutto in porto: addio a Franco Gimelli storico comandante dei rimorchiatori Neri

In pensione dagli anni Novanta, ha girato il mondo sulle petroliere: originario di Campo, ha vissuto tra Livorno e l’Elba  

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il ricordo



Suo padre, che all’inizio del Novecento era emigrato in America prima di tornare a vivere all’isola d’Elba, lo ha battezzato “Gian Fren”. Proprio così, nonostante tutti lo abbiano sempre chiamato Franco, all’italiana. Se ne è andato due giorni fa, esattamente dopo un mese di ricovero nel reparto delle cure palliative di Livorno, Franco Gimelli. Aveva 90 anni e lascia la moglie Cesira e la figlia Valeria, insegnante alle scuole primarie Dal Borro.

Storico comandante dei rimorchiatori Neri, il Tito IX e l’Armando («al tempo non ci voleva andare nessuno, perché era un vecchio mezzo difficile da manovrare, ma a me è sempre piaciuto»), è andato in pensione nel ’90 e si è poi diviso fra l’Elba (è originario di Marina di Campo) e Livorno, dove ha sempre frequentato la comitiva di anziani che si ritrova ogni pomeriggio alla parrocchia della Santissima Trinità, la chiesa di Borgo Cappuccini, vicino a casa sua. «Mio padre, quando era andato a lavorare negli Stati Uniti, sentiva sempre nominare “Frank, Frank, Frank”, per questo mi ha battezzato così», ha sempre raccontato ad amici e parenti che gli chiedevano costantemente di questo nome così insolito e particolare.

Gimelli, a fine agosto, era proprio all’Elba quando è rimasto vittima di uno scompenso cardiaco. È stato ricoverato per una settimana all’ospedale di Portoferraio, poi ha trascorso un mese alle cure palliative di Livorno. Infine il decesso, improvviso, di due sere fa. Fino a pochi giorni prima, al telefono, aveva parlato tranquillamente con chiunque lo cercasse, speranzoso di poter essere dimesso nel più breve tempo possibile. Purtroppo, però, la situazione è precipitata nelle ultime ore, fino alla morte inaspettata.

Prima di diventare comandante dei rimorchiatore Neri ha girato il mondo sulle petroliere, imbarcandosi come marinaio. Stati Uniti, Caraibi, Nord Europa: sono solo alcune delle nazioni che ha visitato durante la sua professione, prima di tornare in pianta stabile a Livorno. Correvano gli anni Sessanta quando con la moglie Cesira e la figlia Valeria, che aveva solo sei mesi, si è trasferito in città. Mantenendo sempre un filo diretto e saldo con Marina di Campo e l’isola d’Elba, dove tornava ogni estate e anche fuori dalla stagione turistico, visto che la famiglia lì ha mantenuto una casa.

La buona cucina, oltre al mare, era una delle sue più grandi passioni. In famiglia era lui che faceva da mangiare. E bene. Con grande creatività e ottimi risultati. «Ogni mattina, fino agli ultimi tempi – racconta la moglie Cesira – andava a cogliere i pomodori e faceva la salsa per noi, amici e parenti. Voglio ringraziare sentitamente suor Costanza Galli, primaria dell’hospice di Livorno, con lei ci siamo trovati benissimo e mio marito è stato trattato benissimo».

Da ieri mattina la salma di Gimelli è esposta alla camera mortuaria dell’ospedale, in viale Alfieri. Stamani il feretro partirà per la parrocchia della Santissima Trinità, in Borgo Cappuccini, dove alle 10.30 si celebrerà il funerale. Nella stessa chiesa dove Franco, fino a pochissimo tempo fa, si ritrovava a giocare a carte con il suo gruppo di amici. Poi – come ha sempre desiderato – verrà cremato. —

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