Il Tirreno

Padule Orti Bottagone 

Traliccio più basso per aiutare il falco pescatore a nidificare

Traliccio più basso per aiutare il falco pescatore a nidificare

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PIOMBINO

Tutto per favorire la nidificazione del falco pescatore. Intervento spettacolare e rilevante in chiave di sostenibilità ambientale, all’Oasi Wwf Orti Bottagone da E-Distribuzione.

La società del Gruppo Enel che gestisce la rete elettrica di media e bassa tensione ha lavorato in collaborazione con il Wwf Oasi, che gestisce la Riserva Naturale Regionale Padule Orti Bottagone e Progetto Falco pescatore. «L’azienda elettrica, grazie ai tecnici di una ditta specializzata – ricorda Silvia Ghignoli responsabile Wwf Orti-Bottagone –, ha fatto un’operazione di “sbassamento” di un traliccio elettrico all’interno dell’oasi, per favorire la nidificazione del falco pescatore (Pandion haliaetus), tornato a nidificare in Italia nel 2011, dopo quasi mezzo secolo di assenza, grazie al “Progetto Falco pescatore” promosso dal 2002 dal Parco regionale della Maremma e negli ultimi anni dal Parco nazionale Arcipelago toscano, grazie all’iniziativa del presidente Giampiero Sammuri, col concorso della Regione e del Parco regionale di Migliarino San Rossore». L’intervento, accuratamente pianificato in base alle indicazioni del gruppo di lavoro del Progetto Falco pescatore, è stato eseguito scegliendo il periodo attuale, distante dalla stagione riproduttiva. Il traliccio, fuori servizio da anni e preservato insieme ad un altro sostegno proprio per trasformarsi in alloggio per l’avifauna che popola l’oasi, ospitava alla sommità già il nido in cui nel 2019 una coppia si era riprodotta; il sostegno, però, risultava troppo elevato e fortemente esposto per una nidificazione ottimale. Così si è provveduto a tagliare di circa 5 metri di traliccio, perriposizionare il nido e, vicino, dei posatoi. Ai lavori sono intervenuti per E-Distribuzione il responsabile “Zona Livorno Pisa” Federico Selvatici e il capo unità operativa “Cecina-Piombino, Portoferraio” Andrea Paoloni, per il Wwf la responsabile dell’Oasi Ghignoli e per il “Progetto Falco pescatore” Vincenzo Rizzo Pinna. «Ora i tecnici che curano il progetto – conclude Ghignoli – potranno installare una postazione video con l’obiettivo di monitorare h24 il nido e le attività del falco pescatore. Telecamere operative non invasive e integrate con il contesto ambientale». –

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