Il dolore
Mensa, è scontro tra scuola e Comune sulla falsa partenza
Errori negli elenchi degli studenti che aderiscono al servizio Sul rimpallo di responsabilità per le normative anticovid
SAN VINCENZO
A tavola con una settimana di ritardo rispetto ai bambini della materna e gli alunni delle elementari. È quanto accade agli studenti delle medie dell’Istituto comprensivo di San Vincenzo. Per loro, salvo nuovi colpi di scena, il servizio mensa sarà attivato dal 12 ottobre.
Sullo slittamento si consuma lo scontro tra l’Istituto e il Comune, con il primo che non ci sta a farsi carico del ritardo. «Come può l’amministrazione comunale affermare che era pronta a iniziare il 5 ottobre con la mensa per la Secondaria?». A chiederlo a una sola voce sono la dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo Claudia Giannetti e il presidente del consiglio Guido Ferri. Il tutto in scia a una comunicazione dell’amministrazione comunale che è risultata indigesta. Non sarebbe chiaro, infatti, il numero dei ragazzi che si avvalgono del servizio, che fa capo al Comune i cui uffici hanno raccolto le adesioni dalle famiglie. E in un anno straordinario, dove spazi e numeri fanno la differenza per il contenimento del rischio di contagio da covid, la questione è determinante.
Il rinvio, deciso dal consiglio d’istituto il 2 ottobre, per Giannetti e Ferri è dovuto a «semplice buonsenso» a fronte di «una situazione d’incertezza». E ricostruiscono in quattro pagine il percorso di questi mesi per mettere a punto la mensa in vista della riapertura delle scuole. A partire dall’incontro del 17 giugno tra la commissione covid del consiglio d’istituto e la vicesindaca Delia Del Carlo, che ha la delega alla scuola. Da allora al cortocircuito del 2 ottobre ci sono una serie di date che fotografano lo stato dell’arte, la messa a punto di soluzioni e la ricerca di spazi idonei in ragione delle disposizioni di contenimento del rischio di contagio da covid. E qualche frizione con il dirigente comunale dell’ufficio Scuola Maurizio Martellini.
A dare la stura è una comunicazione del Comune il 3 ottobre per l’apertura della mensa da lunedì 5 per materna ed elementari. «L’inizio della ristorazione scolastica alla scuola secondaria di primo grado – si legge nella nota – è stato invece riprogrammato dal consiglio d’istituto per lunedì 12 ottobre. Questo nonostante il Comune di San Vincenzo, in accordo con Vivenda (a cui è affidato il servizio ndr), si trovasse a pieno nelle possibilità di poter dar via al servizio già da lunedì 5, in rapporto alle adesioni ricevute dalle famiglie nei termini stabiliti e comunicati in più occasioni».
Giannetti e Ferri si vedono costretti a chiarire. «Gli elenchi dei bimbi sbagliati non una, ma due volte – affermano –. La correzione fatta non una, ma due volte. I nominativi che, nonostante le correzioni, continuano a non tornare». Fino a sottolineare l’intempestività del «tentativo di rimediare in extremis di venerdì pomeriggio, il 2 ottobre, quando la scuola e la segreteria risultano ormai chiuse». Sul numero dei ragazzi vengono organizzati i turni per la mensa, considerato che nello spazio individuato dall’amministrazione, una sala nel palazzetto dello sport, le presenze sono contingentate a un massimo di 23 studenti e 3 insegnanti.
A scuola si è scelto per il rinvio non avendo «la certezza che chi è rimasto escluso da mensa, perché la domanda non è stata correttamente registrata dal Comune o presentata in ritardo, non si sarebbe presentato a mensa lunedì 5 ottobre». E chiedono: «In questo caso la scuola cosa avrebbe dovuto fare? Rimandarlo a pranzo a casa dove forse non c’era nessuno? Oppure “pigiarlo” comunque nella stanza del Palazzetto contro ogni normativa covid?». C’è anche un’altra questione. E non è da meno. Per la stanza del Palazzetto «manca ancora una dichiarazione scritta sull’idoneità igienico – sanitaria allo sporzionamento», sottolineano la dirigente scolastica e il presidente del consiglio. Che aggiungono: «Il Consiglio ha agito in scienza e coscienza decidendo di far slittare un servizio che senza ombra di dubbio non era pronto. L’incertezza sui numeri avrebbe comportato il rischio di svolgerlo senza il rispetto della normativa covid e senza garanzie di sicurezza per gli alunni».
A scanso di equivoci, e per evitare una nuova falsa partenza il 12 ottobre, Giannetti e Ferri si «augurano che l’amministrazione comunale faccia tesoro dell’esperienza e invii una dichiarazione sull’idoneità igienico– sanitaria allo sporzionamento della stanza e gli elenchi con i nominativi giusti, in modo da consentire alla scuola di organizzare i turni per tempo e informare le famiglie». —
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