Il Tirreno

ungulati, spaccato il fronte dei sindaci 

Cinghiali, Legambiente dura contro Papi e Montagna

Stefano Bramanti

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PORTOFERRAIO

Legambiente risponde dura ai sindaci Montagna di Capoliveri e Papi di Porto Azzurro, firmatari di un intervento sugli ungulati. I due primi cittadini, secondo gli ambientalisti, sono dalla parte dei cacciatori a partire dal concetto, già espresso dai rappresentanti delle doppiette sulle nostre pagine, che è necessario sparare anche dentro il parco per eliminare gli animali. Poi i due sindaci suggeriscono mangiatoie e abbeveratoi nel bosco per limitare i viaggi delle bestie in cerca di cibo, l'aumento delle recinzioni elettriche anti danni e la somministrazione di farmaci antifecondativi. Proposte stroncate dai rappresentanti del Cigno verde che invece condividono quanto detto da tutti gli altri sindaci isolani, sollecitati dal primo cittadino di Marciana Barbi, che ha inviato a battersi per l'eradicazione e a chiedere alla Regione Toscana di eliminare il concetto che l'Elba è area vocata al cinghiale. «Ci vuole una soluzione condivisa, – dice Legambiente – ma finora non la si è voluta trovare, cavillando, minimizzando, proponendo soluzioni illegali e impraticabili. E non la si troverà certo ora chiedendo di violare le leggi vigenti e proponendo soluzioni anti-scientifiche, ed è gravissimo che a farlo siano due sindaci con una nota ufficiale». Infatti calcando ancora la mano gli ambientalisti fanno presente che «Papi e Montagna dimostrano il massimo dell’incompetenza in fatto di ambiente e caccia, quando propongono, l’inserimento in foresta di mangiatoie e abbeveratoi, che sono vietati dal 2016 dalla legge e altre norme vietano la caccia né dentro né fuori i parchi, con sanzioni penali e pecuniarie, una legge entrata in vigore più di 4 anni fa, ma i due sindaci evidentemente la ignorano, credendo probabilmente che le pasturazioni abusive che ancora vengono effettuate massicciamente all'Elba da cacciatori e bracconieri non siano abusive e illegali». E Papi e Montagna nel loro comunicato sembrano preoccupati della nascita di forti contrasti fra le diverse categorie economico - sociali: in particolare quella degli agricoltori e quella dei cacciatori che ovvio hanno pozioni divergenti. E rivelano che non approvano l'eradicazione chiesta da tutti gli altri loro colleghi, dicendo: “Ci si domanda: come intervenire? La risposta non è semplice, se così fosse da tempo si sarebbe intervenuti risolvendo davvero il problema. E’ ovvio che il contenimento della popolazione degli ungulati solo attraverso la caccia controllata non abbia dato i risultati sperati, così come risulta assai complicato procedere ad una eradicazione totale della specie, con il suo prelevamento dal territorio, se non altro per gli altissimi costi che questo comporterebbe». Ma Legambiente dice anche: «C’è davvero da rimanere allibiti da tanto pressappochismo e non conoscenza della legge da parte di due primi cittadini, tanto che il comunicato congiunto più che da due Sindaci - uno dei quali con un’esperienza amministrativa pluridecennale - potrebbe sembrare scritto da un estremista venatorio». E le soluzioni condivise? Il quadro di unità tra i sindaci pareva possibile fino a che Papi e Montagna non sono scesi in campo. Gli ungulati hanno buone chance di restare i regnanti dell'ambiente isolano. —



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